Il Tirreno

Livorno

Accesso libero al mare, mugugnano i gestori dei bagni

Juna Goti
Accesso libero al mare, mugugnano i gestori dei bagni

Ancora non c'è una presa di posizione ufficiale ma i gestori degli stabilimenti balneari non vedono di buon occhio quanto chiede la mozione M5S: va garantito l'accesso libero al mare. Per i balneari c'è un problema di sicurezza (e di rispetto degli altri clienti)

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LIVORNO. «Libero accesso al mare passando dai bagni? E' una strada impraticabile, soprattutto per problemi di sicurezza«. Si riuniranno mercoledì, nella sede della Confcommercio, i gestori degli stabilimenti balneari di Livorno: solo dopo quell'incontro, seguito da una riunione con l'assessore al demanio, Gianni Lemmetti, esprimeranno la posizione ufficiale della categoria. Ma tra uno stabilimento e l'altro la mozione sul libero e gratuito accesso al mare voluta dai Cinque Stelle e approvata dal consiglio comunale (contrario solo il gruppo del Pd) ha già scatenato – come era immaginabile – malumori e preoccupazioni.

L'atto a firma dei grillini Giovanni Fuoti e Giuseppe Grillotti ha incassato il via libera del consiglio giovedì sera. Impegna il sindaco a «verificare la possibilità di redigere prima dell'estate una nuova ordinanza sindacale che preveda di rendere l'accesso al mare libero e gratuito durante l'intero arco dell'anno anche attraverso tutti gli stabilimenti». In sostanza viene chiesto, così come avevano già fatto qualche anno fa i Verdi, il rispetto della legge 296 del 2006 che «ha sancito l'obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero accesso e transito per il raggiungimento della battigia». Attenzione: questo non significa non pagare il biglietto di ingresso. «Quello non è in discussione – ha chiarito nel corso del dibattito un altro consigliere M5S, Daniele Esposito – i servizi devono essere pagati. Parliamo semmai di libero accesso al mare: entro, faccio un tuffo e me ne vado». Ma come? Il punto è proprio questo...

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Per la verità, dopo un prima faccia a faccia con i vertici dell'amministrazione, nei giorni scorsi l'associazione dei balneari aveva già scritto al Comune esprimendo un parere negativo e fornendo atti e riferimenti normativi a sostegno. «Abbiamo molte perplessità sull'applicazione della legge del 2006 agli stabilimenti di Livorno», si è limitato a dire ieri il rappresentante dei balneari, Gianfranco Giachetti, in attesa della riunione della prossima settimana. La materia, dal punto di vista normativo, è intricatissima e nel corso degli anni ha già tenuto banco a più riprese. Risolvendosi sempre con ordinanze che hanno previsto l'accesso al mare e ai vari servizi offerti dagli bagni solo pagando il biglietto.

Al di là dello scontro sull'interpretazione delle norme, i balneari ne fanno una questione di possibilità di gestione e di buon senso. «Siamo disponibili a un incontro con l'amministrazione comunale – premette ad esempio Andrea Picchi dei bagni Roma – ma la strada mi sembra impraticabile, soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Non siamo in grado di gestire gli eventuali bagnanti di passaggio. Io ho già mille abbonati: se chiunque potesse accedere al mare potrei ritrovarmi nello stabilimento, da un momento all'altro, 500 bagnanti dal moletto di Antignano o altrettanti dalla spiaggia del Sale. Insomma, dovrei dare assistenza ad altre mille persone e non sarei in grado di farlo. Come minimo si porrebbero problemi sotto il profilo della sicurezza e delle responsabilità». E va da sé che gli abbonati «la prenderebbero male: chi paga un servizio vuole vedere garantite alcune cose». Piccoli esempi di ordinaria gestione: chi controlla se chi entra va a fare la doccia o si tuffa da uno scoglio?

«Semmai – sottolinea Picchi – ci siamo già detti tutti disponibili, come abbiamo fatto in passato, a dare una mano per sistemare le aree libere limitrofe ai bagni: lo scorso anno, ad esempio, il Comune non aveva le risorse per mettere a posto la spiaggia del Sale e lo abbiamo fatto noi. Insomma, siamo pronti a collaborare alla sistemazione dell'86% della costa fruibile, visto che noi ne occupiamo il 14%».

«Quella dell'accesso – gli fa eco Giorgio Bonaventura, dei Pancaldi – è una vecchia storia. La nostra costa e i nostri bagni sono molto diversi da quelli, ad esempio, di Tirrenia: non c'è la spiaggia e abbiamo opere fisse, costruite. Libero accesso al mare? Se ne può anche parlare, ma mi sembra di difficile gestione. E si scontenterebbero 3.000 abbonati, anche quelli sono cittadini livornesi».
 

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