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Livorno

Grande immobiliare offre case ma il Comune non risponde

Grande immobiliare offre case ma il Comune non risponde

La società mette a disposizione un’altra decina di alloggi tra canone concordato e comodato gratis mentre il gruppo Pd chiede lumi alla giunta sull’acquisto dell’invenduto per tamponare l’emergenza

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LIVORNO. Una grande società immobiliare livornese ha scritto al Comune e a Casalp dicendosi pronta a mettere a disposizione una decina di appartamenti privati per le famiglie più in difficoltà. Nel dettaglio: cinque in comodato gratuito per un anno ed eventuali altri cinque a canone concordato. La proposta è stata ufficializzata dieci giorni fa, il 6 aprile, ma ad oggi, a quanto risulta, nessuno ha risposto. Né da Palazzo Civico né dalla società che gestisce le case popolari e che tiene le redini dell’Agenzia per l’Affitto.

Contattati dal Tirreno, i rappresentanti della società non hanno voluto parlare. Ma la notizia è comunque trapelata e dell’offerta è a conoscenza anche il fronte sindacale.

Al centro c’è sempre il disagio abitativo, che si accompagna ormai da tempo al lavoro che non c’è, alla crisi economica e al dramma degli sfratti. La società che ha offerto il proprio aiuto, due anni fa aveva già stipulato un accordo con Casalp e messo a disposizione del pubblico una cinquantina di appartamenti sparsi soprattutto in centro. Appartamenti che sono stati affittati a canone concordato attraverso l’Agenzia dell’Affitto (in base al reddito delle famiglie che ne hanno fatto richiesta) e che in piccola parte sono stati destinati a situazioni d’emergenza.

In generale dovrebbero guadagnarci sia il privato che il pubblico: il privato perché può mettere a frutto l’invenduto e gli immobili vuoti (garantito da contratti di affitto stipulati direttamente con la società pubblica e da fondi di garanzia, più sgravi fiscali), il pubblico può avere a disposizione case a canoni più bassi di quelli di mercato per tamponare l’emergenza. Proprio per fare fronte all’emergenza casa, in questo caso la società ha messo sul tavolo anche la disponibilità di cedere cinque alloggi in comodato gratuito per un anno. Ma al momento non ha ricevuto risposta.

La scorsa settimana proprio alcune delle famiglie che hanno sfondato gli alloggi murati del blocco popolare della Chiccaia avevano segnalato di essersi rivolte a Casalp per avere informazioni sugli affitti a canone concordato, ma era stato loro risposto che al momento non ci sono appartamenti disponibili.

Il tema si intreccia con un’interpellanza depositata pochi giorni fa in Comune dal gruppo consiliare del Pd. L’atto ha per oggetto “l’utilizzo dell’invenduto ai fini dell’edilizia residenziale pubblica”. In pratica la possibilità di acquisto da parte dei Comuni di edifici privati mai venduti per trasformarli in case popolari. «La delibera 772 del 23 settembre 2014 della giunta regionale – si legge nell’interpellanza – parte dal presupposto che in un momento di particolare difficoltà del mercato immobiliare, implementare le possibilità di acquisto di abitazioni già costruite, che non hanno trovato collocazione sul mercato, potrebbe consentire la messa a disposizione in tempi brevi di alloggi sociali e la riduzione delle scorte dei soggetti imprenditoriali, favorendone la monetizzazione e la continuità operativa, e tutelando dipendenti e fornitori». Un intervento, si legge, «che consentirebbe inoltre di cogliere l’opportunità di convenienti possibilità di acquisito per implementare il patrimonio Erp in tempi compatibili con l’emergenza».

«Vista la situazione di emergenza abitativa cittadina – scrivono quindi i consiglieri Pd – avere a disposizione rapidamente immobili per far scorrere la graduatoria Erp rappresenterebbe una priorità assoluta per la nostra città». «Il 21 ottobre – ricordano – l’assessore regionale alla casa aveva scritto a tutti i coordinatori dei Lode (quindi anche quello di Casalp) per richiedere una valutazione esplorativa del patrimonio acquisibile e chiedere di reinviare una scheda tecnica entro il 30 gennaio per avere un quadro dei problemi da affrontare e dei fabbricati potenzialmente disponibili». «Città a noi vicine – sottolineano – stanno predisponendo un avviso pubblico per consentire anche ai privati di proporre immobili che rientrano nelle caratteristiche della delibera regionale». Quindi chiedono «cosa ha fatto il Lode livornese», «quali sono le intenzioni dell’amministrazione», un resoconto in consiglio comunale sugli immobili eventualmente individuati e sugli atti eventualmente decisi «per essere pronti quando verranno erogate le risorse» e «se è stato predisposto un avviso pubblico verso i privati per costruire un’alleanza sulla casa tra un settore in crisi, come quello dell’edilizia, e una città che ha bisogno di risposte rapide».

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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