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Scuola, confronto in diretta con il lavoro
L’Isis Niccolini Palli ha presentato i video realizzati dagli studenti durante i tirocini nelle scuole d’infanzia del Comune
di Rosanna Harper
LIVORNO
Gli studenti della quarta Bsum (liceo delle Scienze Umane) e della quarta Asum dell'Isis Niccolini Palli hanno presentato, lunedì mattina nell’aula magna della scuola i video realizzati per il progetto scuola- lavoro nei quali hanno racchiuso, documentando con foto, video e testimonianze, questa esperienza di tirocinio che ha visto entrambe le quarte impegnate per circa una settimana, durante il mese di gennaio.
Un’esperienza scolasticamente rilevante e formativa, che gli studenti, quest'anno, hanno realizzato nelle scuole dell'infanzia del Comune, a stretto contatto con bambini, di 3, 4 e 5 anni e con gli educatori.
A sostenere i ragazzi durante questa avventura che ha fondamentalmente lo scopo di unire la teoria alla pratica, e che si pone l'obiettivo di renderli più informati rispetto a quelle che potrebbero essere le scelte future in ambito formativo e scolastico, gli insegnanti Marco Cannito, professore di filosofia e scienze umane (disciplina che al suo interno racchiude varie materie tra cui sociologia e pedagogia), e Enrica Ricci, professoressa di scienze umane.
Il Niccolini-Palli è un precursore dell'alternanza scuola lavoro, che viene svolta da 20 anni, e che attualmente coinvolge i licei della scuola: le scienze umane impegnate durante gli ultimi tre anni in esperienze con gli anziani, gli asili e la psichiatria, il liceo economico sociale con progetti di alternanza scuola lavoro all'Inps, alla cooperativa sociale Fast e in alcuni uffici del Comune e, infine, i licei musicale e coreutico impegnati con tirocini in luoghi della cultura come il Teatro Goldoni. A questi licei si affiancano quello linguistico e quello classico.
«L'alternanza scuola lavoro – ha detto Rossella Bonistalli, responsabile del progetto – è il modo privilegiato per i ragazzi di implementare quello che studiano, per confrontarsi con quello che potrebbe essere il loro percorso universitario, sono molti i nostri studenti che scelgono Scienze della Formazione, e il percorso lavorativo futuro».
Alla proiezione dei video hanno partecipato, oltre ragazzi e insegnanti, anche la vicesindaco Stella Sorgente, la responsabile dell'alternanza scuola lavoro Rossella Bonistalli, e la responsabile del Comune per i servizi prima infanzia, Rita Villani.
«Questa esperienza – ha detto la vicesindaco rivolgendosi ai ragazzi – è una importante esperienza non solo per voi, ma anche per il Comune che, in questa maniera, si pone come raccordo tra contesto scolastico, contesto sociale e lavorativo. Da parte del Comune – ha aggiunto – c'è l'impegno di mantenere i servizi scolastici così come sono, puntando sulla formazione di nuovi insegnanti».
Alla proiezione hanno partecipato anche le classi terze che, il prossimo anno, testeranno l'alternanza negli asili. «Ho realizzato il video – ha spiegato Martina Tamberi della 4°Bsum – insieme a Micholle Giovacchini e Marina Giuliani e abbiamo racchiuso i tratti salienti di questa nostra esperienza. Una video che somiglia ad una sorta di libro a capitoli, suddiviso in tre diverse parti. Una esperienza utile – ha detto Martina – che mi ha permesso di entrare in contatto con il mondo dei bambini, capire le responsabilità che hanno le insegnanti, capire il rapporto che si instaura tra loro e i bambini». La quarta Bsum ha presentato un ulteriore video.
Le scuole dell'infanzia comunali interessate dal progetto sono state: Menotti, Mondolfi, Alveare, il Giardino di Sara, la Giostra, la Rosa, Bimbiallegri.
Per ogni asilo, i ragazzi sono stati suddivisi in gruppi. «Abbiamo fatto delle foto – hanno detto Eva Barbanti e Diletta Costa della 4°Asum – e dei video per documentare la nostra esperienza che ci ha permesso di stare a stretto contatto con i bambini e che ci ha dato modo di unire la teoria alla pratica. Una visione di insieme, che ci ha fatto anche comprendere quanto sia impegnativo il lavoro delle insegnanti».
«Un’esperienza fondamentale – ha detto Marco Cannito – perché porta i ragazzi al di fuori della scuola. I ragazzi sono rimasti entusiasti, e tutti si sono trovati bene».
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