Il Tirreno

Livorno

Un coltello insanguinato per minacciare una donna

di Lara Loreti

Sono tre anni che l’uomo la perseguita con telefonate, appostamenti e insulti I poliziotti lo sorprendono in flagranza sotto casa: denunciato per stalking

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Un coltello sporco di sangue lanciato in casa della vittima dalla finestra, frasi d'amore scritte con lo stesso sangue su cartelli lasciati sul davanzale. Insulti, pedinamenti e appostamenti sotto l'abitazione di lei. Nel mirino una donna livornese di 47 anni, perseguitata per tre anni dall'ex operaio che le aveva fatto dei lavori in casa, costretta persino a cambiare appartamento. Dopo l'ennesima violenza, sabato scorso la donna si è rivolta alla polizia, che ha sorpreso l'uomo sotto casa di lei, e lo ha denunciato per stalking.

Nei guai un macedone di 47 anni, che è stato allontanato da lei con un decreto e poi anche espulso dal questore dal territorio nazionale.

La storia inizia nel 2012, quando il macedone comincia a frequentare la casa della donna, in zona ospedale, per via di una ristrutturazione. Le persecuzioni cominciano dopo che lei, per gentilezza, un giorno gli offre il pranzo. Da allora lui, fraintendendo le buone maniere di lei, comincia a riempirla di attenzioni che si fanno sempre più pressanti fino ad arrivare alle minacce. La molesta con telefonate continue, la aspetta sotto casa quando lei torna da lavoro, le invia continue lettere d’amore e arriva ad insultarla.

Nella primavera 2013 il macedone si rende protagonista di un gesto eclatante: fa trovare un coltello in casa. Un notte di inferno dalle conseguenze ancora peggiori. La donna, che abita al piano terra, una notte sente dei rumori contro la tapparella della sua stanza da letto. Ma per paura, non si affaccia. L’indomani, quando appena sveglia apre la finestra, trova un coltello sporco di sangue sul davanzale e accanto dei cartoncini con scritte d’amore, fatte con lo stesso sangue. Un vicino rivelerà poi alla donna di aver visto, la notte precedente, l’uomo in questione trasportato in ospedale da un’ambulanza, dopo essersi tagliato le vene con una lama (probabilmente con lo stesso coltello poi lanciato sul davanzale).

Passa un altro anno e mezzo e le persecuzioni non finiscono, anzi. La donna, sempre più disperata, ad ottobre scorso presenta un esposto/denuncia a cui però non fa seguito alcun miglioramento della situazione.

A fine febbraio scorso la vittima dello stalking, sempre più provata dalla persecuzione, cambia casa. Ma questa scelta, così pesante e impegnativa, non è sufficiente a far desistere il macedone. Questi scopre l’indirizzo della sua nuova abitazione e continua a minacciarla. La situazione continua così fino a che sabato mattina lui si fa trovare per l’ennesima volta sotto casa sua, e la aggredisce. Lei esasperata chiama la polizia e sul posto arrivano gli agenti delle volanti, che sorprendono il quarantasettenne in flagranza di reato, sotto le finestre di lei.

L’uomo viene quindi fermato e poi denunciato. Ascoltato dalla polizia, ha confermato sostanzialmente la versione della donna e ha aggiunto di essere «perdutamente innamorato di lei». Ha anche consegnato spontaneamente alla polizia due lettere scritte a mano da lui stesso.

Il quarantasettenne è stato quindi denunciato. E, dopo gli accertamenti sulla sua situazione in Italia, non essendo in regola con i documenti, il questore nei suoi confronti emette anche un decreto di espulsione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera