Il Tirreno

Livorno

Ubriachi distruggono le sedie al Calafuria

di Federico Lazzotti
Ubriachi distruggono le sedie al Calafuria

È successo fuori dal locale, i quattro minorenni sono stati denunciati per danneggiamenti. «Ora chiederemo i danni»

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LIVORNO. Quando buttafuori e agenti di polizia li hanno guardati in faccia gli hanno chiesto perché avessero preso quelle sedie e le avessero scaraventate a terra distruggendole, hanno fatto spallucce scaricandosi la colpa l’uno sull’altro.

È il non senso di un atto vandalico e il sospetto di averlo compiuto senza motivo, forse per sfogare chissà quale rabbia oppure per riempire l’attesa prima di entrare nella discoteca dove avevano deciso di trascorrere la notte di Pasqua, l’aspetto più preoccupante di quanto avvenuto intorno alle 22 di sabato sera a due passi dall’ingresso del locale “Precisamente a Calafuria”, lungo il Romito.

Nei guai sono finiti quattro adolescenti livornesi classe 1997 e 1998. «Tutti comunque minorenni», spiegano dalla Questura». Che ora dovranno risarcire il danno.

Molto probabilmente un ruolo determinante lo ha avuto l’assunzione di alcol. «Erano ubriachi», conferma chi li ha fermati. Certo, niente a che vedere con il quindicenne finito choc etilico, sempre fuori dal locale sul Romito, la notte dell’8 marzo scorso, ma comunque «in forte stato di alterazione». Dove i quattro abbiano comprato l’alcol (vietato per chi non ha ancora compiuto 18 anni), alla polizia non lo hanno detto. Forse lo hanno confidato più tardi ai loro genitori a cui sono stati affidati dopo essere stati denunciati per danneggiamenti.

Ad accorgersi di quello che stavano facendo a due passi dell’ingresso del bar, sul lato della Torre per intenderci, è stato uno dei due buttafuori che a quell’ora erano già in servizio in vista dell’apertura della discoteca.

«Ero ne locale quando ho sentito una serie di colpi provenire da fuori - ha raccontato - poi sono uscito e ho visto questi quattro ragazzini, vestiti fighetti, che si stavano divertendo a distruggere alcune sedie».

Quello che è avvenuto subito dopo lo racconta Simone Gonnelli, uno dei proprietari della discoteca. «Ormai abbiamo un rapporto di collaborazione molto stretto con la polizia. Quindi li abbiamo subito avvisati. Pochi minuti più tardi erano davanti all’ingresso».

In un primo momento il gruppetto di adolescenti ha cercato di negare ogni responsabilità, poi uno dei quattro ha ammesso il proprio coinvolgimento e piano piano anche gli altri tre si sono traditi.

«La cosa che mi ha stupito - racconta Gonnelli - è stato l’atteggiamento di questi ragazzini: sembrava che non avessero nessun timore e addirittura mentre gli venivano fatte le domande rispondevano cocciati agli agenti».

È lampante l’esistenza di un problema giovanissimi-alcol e Gonnelli che ogni notte con il suo staff cerca di far rispettare le regole, non lo nega. «Ci sono tanti ragazzi in gamba ma altri sono difficilmente gestibili. E non è una questione di locali. Basta andare in Venezia la domenica mattina per accorgersene: ci sono centinaia di bottiglie di alcolici per terra».

Eppure ci sono delle regole ben precise e teoricamente nessuno che non abbia compiuto i 18 anni può acquistare alcolici.

«Da noi a Calafuria - va avanti - diamo ai ragazzi che entrano nel locale due diversi buoni: per i maggiorenni dà l’opportunità di prendere una bevuta alcolica mentre per i minorenni è analcolica. Ovviamente c’è chi cerca di fare il furbo e aggirare il divieto. Come? L’ultima trovata che abbiamo scoperto è quella, visto che all’entrata viene chiesto un documento, di mostrare una fotocopia dicendo che è stata portata per paura di perdere l’originale. E invece? Invece è un trucco. Alcuni ragazzini abbiamo scoperto che sbianchettavano la data di nascita e la sostituivano con una che li faceva passare per maggiorenni».

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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