Il Tirreno

Livorno

Fortezza Vecchia, due anni dopo il ponte di 20 metri non è ancora aperto

di Giulio Corsi
Dall'annuncio della costruzuione del ponte, nel luglio del 2013, all'ultimo rinvio
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Dall'annuncio della costruzuione del ponte, nel luglio del 2013, all'ultimo rinvio

Ritardano i lavori dell’Autorità portuale di Livorno per rendere agibile la zona lato mura medicee. Ma c’è già un altro problema: serve un tavolo (mai convocato) per gestire l’apertura

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LIVORNO. L’ultimo rinvio - il quarto in otto mesi - è di questi giorni: «Serviranno ancora tre settimane per poter aprire il ponte che collegherà la città e la Fortezza Vecchia», spiegano dall’Autorità Portuale, che da due anni gestisce la struttura. Un annuncio simile l’Authority l’aveva fatto l’11 gennaio rispondendo al Tirreno e parlava di lavori conclusi a fine febbraio o al massimo inizio marzo. Siamo arrivati a Pasqua e per poter accedere alla Fortezza Vecchia venendo dal centro è ancora necessario partecipare al gioco dell’Oca, su e giù per il ponte di Santa Trinita fin quasi al distributore Agip di via della Cinta Esterna, poi inversione in direzione stazione marittima, il passaggio attraverso le sbarre dell’ex varco Sgarallino, ribattezzato non a caso varco Fortezza, qualche passo fianco a fianco alle inguardabili gabbie che ingabbiano il muraglione della Fortezza (messe a difesa del porto dopo l’11 settembre, ma ancora utili?) e finalmente l’accesso al bastione.
E così la storia di un ponticello in legno lungo venti metri e largo meno di due, costato 190mila euro, finanziato con fondi europei, geniale e tecnologico quanto vogliamo, sta diventando una storia infinita, un’odissea. Che potrebbe allungarsi assai di più delle tre settimane adesso annunciate da palazzo Rosciano.

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Cosa mancava e cosa manca per poter aprire il ponte, voluto dall’amministrazione Cosimi per collegare dopo secoli di isolamento la Fortezza e via San Giovanni, dunque il centro città? Come avevamo scritto a gennaio, paradossalmente manca ancora l’agibilità del Cortile delle Armi, il luogo in cui il ponte arriva. In quasi due anni - l’annuncio del finanziamento è datato luglio 2013 - i lavori per sistemare il luogo d’arrivo del ponte e dunque rendere utilizzabile una struttura costata 190mila euro, non sono ancora terminati. Attenzione: non si tratta di opere di particolare impegno, è roba da un mese di cantiere al massimo, per un importo sotto i 40mila euro. Il fatto è che ci si è accorti che il Cortile delle Armi era inagibile una volta che il ponte era stato installato, poi quando finalmente l’appalto è stato assegnato «si sono registrati altri piccoli ritardi dovuti al maltempo che hanno frenato il cantiere», spiegano da palazzo Rosciano. Risultato: le due ditte impegnate nell’intervento, una alla messa in sicurezza del Cortile delle Armi, l’altra dell’adeguamento dell’impianto elettrico ne avranno ancora per tre settimane.

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A fine mese, forse ci saremo. Ma badate bene: nessuno canti vittoria, perché non è detto l’agibilità del Cortile delle Armi equivalga all’apertura del ponte. Anzi, diciamo la verità: è assai improbabile che per il primo maggio i livornesi o i forestieri che si trovino in città possano attraversare via San Giovanni, fare trenta passi sul ponte e sbarcare in Fortezza. Perché mancherà ancora un passaggio: un accordo tra Comune e Autorità Portuale che regoli gli orari e le modalità di apertura e chiusura del ponte, la cui gestione spetterà a palazzo civico.
Si penserà: e che cosa ci vuole? Ci vuole addirittura un tavolo tecnico. Perché il ponte rappresenterà un vero e proprio varco di accesso al porto, almeno fino a quando sarà aperta anche l’entrata che si affaccia sulla calata Sgarallino (e resterà aperta). E così la gestione del ponte diventa anche questione di sicurezza, perché chiunque attraverso la Fortezza potrà entrare nell'area di Porto 2000 e del porto passeggeri.

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Ancora una volta ci si chiederà: ma possibile che il tavolo tecnico non sia stato ancora convocato in quasi due anni - e comunque negli ultimi otto mesi, da quando cioè il ponte è stato installato - e si aspetti la fine dei lavori per trovare una soluzione alla gestione del ponte? «E’ così - rispondono da palazzo Rosciano, addossando stavolta la responsabilità all’amministrazione comunale -. Ad oggi il tavolo non è stato convocato: la competenza è del Comune e spetta a loro. Di certo c’è che se tra 20 giorni il cantiere sarà pronto ma non ci sarà un accordo sull’apertura, il ponte mobile resterà chiuso».
 

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