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«Comune e prefettura ascoltino il nostro disagio»
Ex Caserma e Asia chiedono un confronto per trovare una soluzione temporanea «Troppe famiglie in difficoltà aspettano una risposta chiara che tarda ad arrivare»
Dagli occupanti del palazzo Maurogordato la richiesta - lanciata nel giorno di Pasquetta - è una sola, chiarissima e diretta: «Chiediamo che l'amministrazione comunale e la prefettura convochino un tavolo per incontrarci, rendendosi disponibili una volta per tutte a risolvere la questione dell'emergenza abitativa nella nostra città».
Se non proprio a risolverla, perchè il problema è assai complesso e di notevoli dimensioni, questo tavolo deve servire almeno a posare la prima pietra per costruire il dialogo: «E' solo di domenica mattina il tentativo di intimidirci portato avanti da alcuni appartenenti alle forze dell'ordine che si sono presentati all'ingresso del palazzo - raccontano Giovanni Ceraolo di Asia e Lorenzo Pappalardo dell'Ex Caserma Occupata, anche se va detto che dal Comando provinciale dei carabinieri non c’è conferma di questo tentativo di intervento - ma a tutti sfugge la questione principale: il punto nodale non è la legalità o l'illegalità delle nostre azioni ma il fatto che troppe famiglie in difficoltà aspettano da tempo di avere una risposta chiara, adeguata e soprattutto istituzionale alla situazione di gravissima emergenza che stanno vivendo».
« Nessuna di queste famiglie vuole rimanere qui per sempre - continuano Ceraolo e Papalardo - e se arrivassimo a delle soluzioni saremmo disponibili a sgomberare tutti gli edifici occupati». Insomma, sì al confronto ma un no secco al silenzio-assenso: “Da sabato scorso (giorno dell'occupazione, ndr) ad oggi non ci sono state reazioni pubbliche o dichiarazioni dalla giunta e dall'assessore al sociale, e tutto questo è inaccettabile», sottolinea Ceraolo.
Poi snocciola i dati: la nostra città sarebbe tornata in testa alle classifiche nazionali sugli sfratti per morosità incolpevole, che ammonterebbero mediamente a 40 ogni mese. «Abbiamo calcolato che sono soltanto 100 gli alloggi popolari che vengono riassegnati ogni anno - afferma - di cui solo il 25% è destinato all'emergenza abitativa. In questa città, dove sta muorendo il lavoro, la situazione è destinata a peggiorare ancora».
Certo, la soluzione ottimale - a giudizio degli occupanti - sarebbe la costruzione - in tempi relativamente brevi - di nuove case popolari: «Sappiamo che è una strada difficile, per questo dobiamo trovare delle alternative. Per esempio, chiediamo che la Prefettura convochi la società Pens Plan, che è proprietaria dell'immobile sugli scali d’Azeglio, per cercare di trovare un accordo e destinare gli appartamenti del palazzo all'emergenza abitativa, anche solo in via temporanea».
Il percorso inverso, secondo gli occupanti, rispetto a quello attuale: «Ad oggi la Prefettura si limita a fare pressioni sull'amministrazione comunale affinché risolva le questione di illegalità- attaccano- ma non ci rende conto che l'illegalità si risolve trovando soluzioni ai problemi delle persone, e non con la forza e la violenza degli sgomberi». Non solo: «Spesso veniamo chiamati dagli stessi uffici comunali per sistemare le persone in difficoltà- concludono- non si può andare avanti così, è ora che anche gli altri si assumano le proprie responsabilità. La situazione è disperata».
Critiche anche al Governo e alla Regione, a fronte di un'apertura sulla proposta che è stata avanzata dal consigliere regionale e comunale del Pd Marco Ruggeri.
«Valutiamo positivamente - affermano gli occupanti - l'eventuale acquisto degli immobili invenduti, a patto che vengano inseriti nelle graduatorie Erp”.
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