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Il ruzzolone dell’industria

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Gli ultimi dati: giù fatturato, produzione e ordini dall’estero

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LIVORNO. «Una crisi senza fine quella del manifatturiero livornese». Non potrebbe essere più drastico il “bollettino medico” del Centro studi ricerche della Camera di Commercio presentando lo stato di salute dell’industria livornese nell’ultimo trimestre dello scorso anno.

Il barometro segna bufera e il motivo è presto detto: «Nel quarto trimestre 2014 – viene sottolineato – si registra un peggioramento degli indicatori di andamento più significativi, sia rispetto al terzo trimestre di quest’anno, sia al quarto trimestre 2013». Di più: la crisi è tale che «si porta via anche alcune delle aziende più grandi e importanti del territorio: partiti dalla Delphi nel 2006 fino ad arrivare alla Trw quest’anno, senza dimenticare ciò che è successo nel frattempo dalla crisi del siderurgico alle minacce di trasferimento e chiusura del polo chimico e petrolifero e di ciò che resta della componentistica auto». Come dire: per l’équipe di ricercatori camerali le specializzazioni manifatturiere provinciali «vanno scomparendo» e questo settore «sta divenendo sempre più diversificato e parcellizzato».

Parlano le cifre più che ogni altra cosa: rispetto a dodici mesi prima, la produzione è diminuita del 5,1% (che aggrava il dato negativo di 3,9 punti del trimestre precedente), il fatturato è calato del 6,1%. E se è vero che gli ordinativi totali hanno avuto un arretramento di nemmeno un punto e mezzo, bisogna temer presente che gli ordini dall’estero sono precipitati giù del 11,6% e così il fatturato.

L’effetto è sull’utilizzo degli impianti: si è tornati indietro, molto indietro rispetto al 76,5% del periodo autunnale. Da ottobre a dicembre si è arrivati a malapena al 65,7%. Tanto per avere un’idea all’inizio dell’anno si era arrivati all’87% e questo era stato interpretato come un possibile segnale di fiducia, e dunque di ripresa in arrivo.

Non è stato così. E non è stato così nemmeno per l’occupazione: nel settore manifatturiero era cresciuta in autunno sia pure solo dello 0,4%. Macché illusioni: da ottobre a fine anno è calata di mezzo punto.

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