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«Dal governo ci aspettavamo di più»
L’assessore Martini delusa dallo stanziamento per la Darsena Europa. «E sul project financing Gallanti non può procedere da solo»
LIVORNO. «Apprezzo moltissimo l'impegno del governo a inserire Livorno nella scia di futuri interventi per i porti, è l’inizio della collaborazione fra amministrazione locale e ministero sulle questioni portuali. Ma allo stesso tempo non posso non evidenziare quanto delude le aspettative, uno stanziamento, per ora solo annunciato, di 50 milioni di euro». L’assessore allo sviluppo economico Francesca Martini, di ritorno dal tavolo del Mise a Roma, abbassa i toni entusiastici mostrati dal governatore Rossi e dal sindaco di Colle Bacci. «Mi aspettavo un impegno diverso, si parlava di 170 milioni a testa da Regione, Authority e governo (Regione e Authority alla fine ne daranno 200 a testa, ndr), ma la cifra di palazzo Chigi è via via scemata - commenta Martini -. E bisogna dire che questi 50 milioni non sono soldi cash, pronti sul tavolo domani, ma dovranno seguire una procedura complessa attraverso il Cipe, insomma ancora non ci sono e non ci saranno per un po’. Basta avere un po' di esperienza per conoscere le lungaggini ministeriali».
«Certo - aggiunge poi la Martini - è positivo che sia arrivato il via libera all’area di crisi complessa. E che sia stata data la disponibilità ad accogliere la richiesta di zona franca urbana finalizzata a dare sgravi contributivi per le imprese che investono».
L’assessore però su altri due aspetti mostra grandi perplessità. Il primo è il bando che dovrà individuare il partner privato della Darsena Europa. Il secondo è il futuro del Rivellino, secondo lei strettamente legato alle questioni portuali.
«C’è una questione sulle procedure, su cui io, ma coralmente anche gli altri attori del tavolo abbiamo espresso i nostri dubbi - spiega Martini -: è relativa alle dichiarazioni del presidente dell’Autorità Portuale Gallanti di voler anticipare in autonomia il bando per il project financing che dice di avere già pronto. Secondo noi non si può stare a un tavolo governativo e ognuno gestire in autonomia le proprie questioni. L’Authority vorrebbe bandire un project con un bando senza aver avuto confronti con nessuno? E magari per una concessione di 60 o 90 anni delle banchine principali del porto... In questo modo - accusa l’assessore - il futuro delle opere pubbliche sarebbe condizionato alla concessione data al promotore della parte privata. Non va bene, non può decidere solo Palazzo Rosciano».
Secondo Martini procedure, modi, tempi e forme del bando dovranno essere decise a livello governativo ad un tavolo che veda la partecipazione di tutti gli attori, ma che si allarghi anche all’Authority per i lavori pubblici, all’Antitrust, all’Anticorruzione e a quella della concorrenza.
Poi c’è la questione del Rivellino: l’amministrazione continua a ritenere necessario lo spostamento. Ma il tavolo ha sottolineato come essa non possa rientrare nell’accordo di programma ma sia materia di competenza regionale.
«Di fatto - dice Martini - interessa in maniera evidente la bonifica del porto, perché altrimenti dove saranno depurati i fanghi? Tra l’altro il Rivellino è stato utilizzato anche per le necessità del porto di La Spezia, dietro lauto corrispettivo. Mi dicono che sia un impianto prossimo alla saturazione e allora mi chiedo: chi depurerà i fanghi del porto quando ci saranno i lavori per la Darsena Europa?»
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