Italia
Vincono i lavoratori, niente sciopero
Paresa promette di allungare l’assunzione degli operai, l’indotto Eni esulta
LIVORNO. La minaccia del secondo sciopero nel giro di dieci giorni dell’indotto Eni - che di fatto quest’oggi avrebbe bloccato la raffineria per altre due ore - ha fatto fare retromarcia alla Paresa. E così la protesta fissata per stamani dalle 10 a mezzogiorno davanti ai cancelli dello stabilimento di Stagno è stata revocata.
E’ una vittoria sindacale pesante in cui sicuramente ha pesato l’unità che l’indotto Eni ha dimostrato durante lo sciopero del 19 marzo, quando incrociarono le braccia oltre 350 lavoratori. «A noi interessava la pari dignità per tutti i lavoratori - spiega David Romagnani della segreteria Fiom Cgil - ora che il principio sembra ristabilito, aspettiamo il passaggio con l'azienda. Ringraziamo tutti i lavoratori che hanno partecipato alle iniziative di protesta, dimostrando un raro esempio di coraggio e dignità, dando prova ai loro colleghi, il senso di una solidarietà mai venuta meno in Raffineria».
La pari dignità di cui Romagnani parla è stata riconosciuta, con la promessa di Paresa - la ditta che ha da poco sostituito la Comce nell'appalto della manutenzione e costruzione dei grandi serbatoi di idrocarburi - di assumere per due anni gli operai così come aveva fatto con gli amministrativi. Mentre in un primo tempo l’azienda aveva annunciato l’assunzione per un solo anno degli operai. «L'assunzione dei lavoratori è prevista entro il mese di maggio - chiarisce Romagnani - ma abbiamo avuto conferma da Paresa che c'è la volontà di assumere i lavoratori con contratto a tempo determinato, che avrà durata sostanzialmente pari alla durata del contratto di appalto, così come è stato stipulato per gli amministrativi». (g.cor.)
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