L’ultima speranza è un nuovo gestore
LIVORNO. People Care e Seat Pagine Gialle non hanno raggiunto l’accordo. Tradotto: People Care ha confermato la volontà di chiudere il call center di Guasticce il 31 maggio. Ma per i 350 lavoratori...
LIVORNO. People Care e Seat Pagine Gialle non hanno raggiunto l’accordo. Tradotto: People Care ha confermato la volontà di chiudere il call center di Guasticce il 31 maggio. Ma per i 350 lavoratori (più un centinaio tra interinali e contratti a termine) sarà convocato dopo Pasqua un nuovo tavolo al ministero dello Sviluppo economico. Il viceministro Claudio De Vincenti si è infatti impegnato a sondare l’eventuale disponibilità di nuovi operatori.
È quanto emerso ieri dopo il tavolo convocato al Mise: presenti, oltre al viceministro, i sindacati (generali, di categoria e le Rsu) e i rappresentanti delle istituzioni (l’assessore Gianfranco Simoncini per la Regione, il presidente della Provincia Alessandro Franchi, l’assessore Francesca Martini per il Comune di Livorno e il sindaco Lorenzo Bacci per Collesalvetti). I rappresentanti di People Care hanno invece incontrato i vertici del ministero prima del tavolo.
«Tra Seat e People Care – spiega al termine il segretario della Cgil, Maurizio Strazzullo – non è stato trovato l'accordo sulla proroga della commessa, ma Seat ha confermato la propria volontà, non solo di concedere una proroga, ma anche di andare oltre i sei mesi di cui si parlava fino a questo momento». Insomma, Seat sarebbe disposta ad allungare la commessa anche oltre la fine del 2015: ma l’offerta (inizialmente di 2 milioni di euro) deve essere rimasta lontana dalla richiesta economica del gestore del call center, People Care (che ne chiedeva 3,9).
«La disponibilità di Seat sui tempi – si arrabbia Strazzullo – non interessa a People Care che, anche di fronte alla disponibilità dei sindacati a confrontarsi sul costo del lavoro, ha insistito a manifestare la propria volontà di cessare l'attività. Prendiamo atto dell'atteggiamento vergognoso e irrispettoso nei confronti dei lavoratori e del territorio». Ora «il punto è salvaguardare l'occupazione e non disperdere la professionalità acquisita».
Al ministero si parla di contatti con alcuni operatori, ma le possibilità sono appese a un filo.
I sindacati chiedono di fare presto e da qui a maggio (quando scadrà la commessa di Seat) è una corsa contro il tempo. Il sindaco di Colle, Lorenzo Bacci, parla di giornata «in chiaroscuro» perché «se People Care, anche in modo per me irresponsabile, ha confermato la volontà di chiudere», di fronte alla mezza apertura di Seat «non possiamo esimerci dal cercare nuovi soggetti, che magari non siano mono-committenti e riescano a reggere l’operazione». «La prossima settimana – fa sapere – ci saranno approfondimenti tecnici da parte dei sindacati e da parte nostra». Ad esempio sul sito, che è di Spil. «Diamo la massima disponibilità – conclude – sia per l’area attuale che per altre. «C’è un barlume di luce e va tenuto acceso». (j.g.)
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