Silenzio e rabbia per i morti sulle strade
Livorno, in tanti alla manifestazione davanti alla Prefettura per chiedere un nuova cultura della Mobilità
LIVORNO. «Giustizia per le vittime innocenti. Basta morti sulle strade». È una scritta nera su un cartello bianco, il messaggio che tengono in mano i manifestanti che ieri si sono ritrovati davanti alla Prefettura di Livorno per chiedere più attenzione nei confronti della sicurezza stradale, in particolare dopo i tre gravi incidenti avvenuti sabato a Livorno.
Alla manifestazione organizzata dall'associazione Wwf Livorno e i suoi Pandaciclisti si sono presentati anche il sindaco Filippo Nogarin e la vicesindaco Stella Sorgenti.
«Questa giornata - spiegano gli organizzatori è una mobilitazione nazionale proposta dalla moglie di una vittima della strada e da altre associazioni e subito seguita da altri movimenti, fondazioni, associazioni e singoli cittadini esasperati dalla situazione di pericolosa inciviltà sulle nostre strade. Gli ultimi tre gravi incidenti stradali sulle strade livornesi non possono che sottolineare l'urgenza di un cambiamento forte a difesa delle utenze deboli come pedoni e ciclisti: occorre pensare ad una Mobilità Nuova rispettosa delle persone e dell'ambiente e ad un Tavolo/Consulta che possa finalmente mettere in connessione tutti gli uffici comunali interessati, la Polizia Municipale e le Associazioni».
Una manifestazione nazionale che nelle varie piazze d’italia, oltre che legata dal cartello hastag #bastamortisullestrade ha visto suonare “Il silenzio come simbolo di tutte le morti a causa di incidenti stradali «in memoria delle tante, troppe, vittime della strada e verranno elencati alcuni dei loro nomi, senza cognomi, per rappresentare simbolicamente una strage che continua».
«In questo modo - vanno avanti gli organizzatori della manifestazione livornese - ci siamo uniti al grande coro di voci che è alzato in tutto il territorio nazionale a sostegno di una nuova cultura di guida moderata e responsabile, di controlli efficaci e prevenzione attiva e per denunciare la grave assenza di risposte alla legittima domanda di giustizia per le vittime della strada e i loro familiari da parte delle istituzioni.
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