Pd, per le regionali spunta anche Gloria Giani
Ecco la lista di nomi che Bacci vuole proporre alla direzione. Il segretario: «La mia candidatura? Non è a disposizione»
LIVORNO. La sorpresa è saltata fuori lunedì 23, in serata, nel corso di una riunione convocata nelle sede di via Donnini: per la corsa alle elezioni regionali che ci saranno tra maggio e giugno, il segretario territoriale del Pd, Lorenzo Bacci, ha proposto anche la candidatura dell’imprenditrice marittima Maria Gloria Giani. Volto molto conosciuto in porto per la sua attività imprenditoriale e vedova dell’ammiraglio Raimondo Pollastrini, Giani è dal 2003 presidente nazionale di Wista (Women’s international shipping & trading association) e da poco al timone del Propeller, il club del mondo marittimo.
Il suo nome è spuntato nella lista delle possibili cinque candidature in quota alla federazione di Livorno (nella lista elettorale di otto nomi, tre sono infatti riservati a Piombino) che martedì 24 Bacci proporrà alla direzione del Pd. Stando a quanto emerso lunedì sera, al termine di un faccia a faccia con i membri della segreteria e con altri volti del partito, nella lista ipotizzata, oltre al nome di Giani, è confermato quello del giornalista Francesco Gazzetti. Due figure che non arrivano dalle file interne del partito.
Il segretario non avrebbe chiuso le porte neppure alla candidatura dell’ex presidente del consiglio comunale e medico di famiglia, Enrico Bianchi, che ora dovrà decidere se confermare la volontà di farsi avanti.
Anche se non è mai tramontata davvero l’ipotesi di provare a candidare la preside Cristina Grieco, per ora tra le quote rosa della lista ci sono poi Serena Biserni (capolista del neosegretario comunale Federico Bellandi) e, per la Val di Cecina, una tra l’ex consigliera comunale di Rosignano, Michela Cecchi, e l’ex assessore di Cecina, Lia Burgalassi. «In questo caso starà ai territori decidere», ripetono dalla Federazione.
Ma c’è da considerare anche che se i voti si suddividessero troppo e ci fosse un accordo elettorale “di genere” tra una candidata di Cecina e un candidato di Piombino (dove sono in lista sia l’ex sindaco Gianni Anselmi che il consigliere regionale Matteo Tortolini...) il Pd di Livorno potrebbe rischiare il seggio.
Intanto va detto che quelli spuntati lunedì – salvo sorprese dell’ultim’ora – saranno i nomi proposti dal partito, ma non per forza gli unici in corsa: il regolamento per le regionali, infatti, prevede le autocandidature e in ogni caso chi vorrà farsi avanti dovrà raccogliere circa 120 firme tra gli iscritti.
E va detto anche che, nel faccia a faccia interno, c’è stato chi ha chiesto allo stesso segretario Bacci (sindaco di Collesalvetti e consigliere provinciale) di farsi avanti. Da una parte c’è chi pensa che potrebbe essere l’unico a garantire, se fosse eletto, un “presidio” livornese forte in Regione. Dall’altra, forse, c’è anche chi spera in una sua promozione fiorentina per mettere le mani sulla federazione.
Niente in questa fase può essere escluso: l’ultima parola, in questo senso, potrebbe finire nelle mani del segretario regionale, il renziano Dario Parrini. Ma al momento Bacci è fermo: «La mia candidatura – ripete – non è assolutamente a disposizione: voglio fare il sindaco a Collesalvetti e mi devo occupare di dare uno slancio nuovo al Partito democratico di Livorno». Quasi un messaggio fuori e dentro il Pd. «Non si può pensare – aggiunge – che qualcuno sia in corsa continua su tutti i fronti: in direzione metterò in campo un’idea di progetto che secondo me è utile al partito e alla città». (j.g.)
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