È morto Marco Palomba storico gestore del London
Per anni proprietario del noto pub di via Sardi, ora lavorava al centro Iridit come tecnico radiologo. Aveva 50 anni, lascia la compagna e quattro figli
LIVORNO. Federica lo ricorda dietro al bancone del London pub, lo storico locale che ha gestito per anni in via Sardi: «era il datore di lavoro che tutti avrebbero voluto». Stefano torna agli anni dell’adolescenza e alle partite di basket quando Marco «era una scheggia». Alberto, apprezzato fotografo livornese, lo rivede durante gli anni del militare, a Pisa, in compagnia del fratello. Michele, chiude gli occhi e lo trova in sella alla sua moto con la giacca di pelle, il piede sulla frizione e il gas aperto. «Quando avevamo venti, trent’anni facevamo dei giri incredibili in moto».
In tutti i mondi che ha scoperto, Marco Palomba, scomparso venerdì ad appena 50 anni, ha lasciato un’impronta che ha la forma del sorriso.
La prova dell’affetto che si era guadagnato è nelle facce delle centinaia di persone che ieri mattina lo hanno salutato per l’ultima volta nella cappella della camera mortuaria: giacchetti di pelle e barbe lunghe, eskimi e cravatte, occhiali a goccia e pantaloni stretti.
Marco se n’è andato venerdì mattina a tre settimane dal giorno in cui era stato colpito da una malattia e trasferito nel reparto di neurologia dell’ospedale di Livorno nel quale ha combattuto prima di essere costretto ad arrendersi.
Fino al giorno prima del malore Marco ha lavorato all’istituto Iradit sugli scali Olandesi dove era assunto come tecnico radiologo.
«Per me - racconta il titolare del laboratorio Valerio Palminteri - non era un dipendente ma era prima di tutto un amico. Ce ne fossero di persone come lui».
Marco lascia l’attuale compagna, Consuelo e quattro figli. Di lui ognuno porterà con sé un ricordo legato spesso a una serata passata al London pub dove durante la sua gestione sono passati migliaia di persone: sguardo sornione, i tatuaggi che spuntano dalla felpa, in una mano una pinta da riempire e nell’altra la maniglia della spina.
Racconta uno dei clienti tornando alle serate passate in via Sardi. «Io frequentavo il London perché adoravo le birre malto scuro Mac Farland. Marco era sempre sorridente e con toni garbati ti consigliava».
Di Marco fa un tenero ritratto anche l’ex presidente del consiglio comunale e medico Enrico Bianchi: «Era una grande persona, ho avuto modo di conoscerlo per motivi di lavoro, e mi ha colpito la sua grande disponibilità».
@fedelazzotti
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