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Sciopero, banchine ferme per 24 ore
E oggi i lavoratori in tutta Italia incroceranno le braccia a fine turno
LIVORNO. I lavoratori del porto di Livorno hanno incrociato le braccia in segno di lutto (e di protesta) per la morte di Priscillano Indino Inoc, l'ufficiale di coperta filippino schiacciato da un carrello elevatore nella notte fra lunedì e martedì sulla banchina dell'Alto Fondale.
«I commenti e le frasi di cordoglio sono inutili e le lasciamo a chi avrà lo stomaco di voler trovare a tutti i costi le "motivazioni ineluttabili" di quanto accaduto». A dirlo sono le organizzazioni sindacali di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti proclamando uno sciopero che ieri ha bloccato il porto all’una e mezzo di notte, l'ora in cui si è verificato l'infortunio mortale.
I sindacati tornano alla carica per chiedere che si firmi «il rinnovo del Protocollo alla sicurezza, unico strumento deterrente e concreto che può limitare i pericoli per i lavoratori portuali e per tutti i lavoratori che utilizzano le infrastrutture dei porti della Toscana».
Ma la protesta si estende anche agli altri scali in tutto il Paese. Oggi il fronte dei sindacali chiede ai portuali di tutta Italia di fermarsi per un’ora a fine turno. Per le segreterie nazionali di Filt, Fit e Uiltrasporti il settore portuale «merita un'attenzione adeguata, da parte delle istituzioni ministeriali e di governo» anziché «l'inaccettabile temporeggiamento – affermano – nell'attuazione dei necessari provvedimenti a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e di quanti operano negli ambiti portuali, in particolare i regolamenti attuativi del decreto legge 57/12 su 'Sicurezza nei luoghi di lavoro settore trasporti e microimprese».
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