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Livorno

«Ispettori del lavoro a Pascoli e villa Serena»

«Ispettori del lavoro a Pascoli e villa Serena»

Esposto dell’Unicobas sulle condizioni dei lavoratori: contratti non rispettati, è quasi una schiavitù

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LIVORNO. Un esposto all’ispettorato del lavoro, per chiedere di intervenire immediatamente e verificare le condizioni lavorative dei dipendenti delle cooperative che hanno in appalto la gestione delle residenze sanitarie Pascoli e Villa Serena.

L’ha presentato giovedì scorso il segretario provinciale di Unicobas Claudio Galatolo. Che non usa mezzi termini per definire la situazione degli oltre 200 lavoratori che operano nelle due strutture: «Se non è riduzione in schiavitù poco ci manca».

Il problema - secondo le accuse di Galatolo e dei lavoratori - è nato col cambio d’appalto avvenuto lo scorso giugno dalla Cooperativa Quadrifoglio alle cooperative Agape, Cuore e Di Vittorio.

«Allora i lavoratori di Pascoli e Villa Serena avevano contratto a tempo pieno - spiega Galatolo -, ma dopo il cambio d’appalto sono stati praticamente costretti a sottoscrivere un contratto part-time contro la loro volontà e quindi hanno visto una variazione in peggio che contrasta col contratto nazionale delle cooperative sociali ai sensi del quale deve essere mantenuta la retribuzione del contratto e quindi andava mantenuto nel passaggio al nuovo datore di lavoro, il contratto full time».

In sostanza le 38 ore settimanali si sono trasformate inizialmente in 34 ore e poi sono ulteriormente diminuite. «I lavoratori - continua Galatolo - sono stati costretti, pena la non riassunzione, a sottoscrivere delle lettere di assunzione dove sta scritto che l'orario di lavoro indicativo è di 34 ore settimanali medie. In realtà le 34 ore medie settimanali in molti casi non sono state rispettate e sono state ridotte: in questo modo le cooperative hanno trasformato il contratto part-time ad un contratto a ore più che flessibile dove l'orario lo sceglie di giorno in giorno il datore di lavoro, in base alle proprie esigenze».

Alcuni di questi lavoratori hanno già presentato ricorso al giudice del lavoro ma in attesa delle udienze in tribunale fissate per giugno e dicembre 2015, Unicobas ha deciso di presentare l’esposto all’ufficio del lavoro. Spiega Galatolo: «La situazione si è ulteriormente aggravata a causa dell’atteggiamento delle cooperative che hanno sottoscritto a gennaio con le Rsa di Cgil, Cisl e Uil un ennesimo preaccordo a perdere ricattatorio dove sta scritto che verrà stabilito un turno base a inizio mese al di sotto delle 34 ore settimanali, che nel corso del mese verranno assegnati turni aggiuntivi (non si parla di preavviso per cui viene introdotta la reperibilità 24 ore su 24 senza incentivo) e che addirittura "in caso di 3 rifiuti al rientro al lavoro per il completamento dell'orario verrà valutata dalle parti l'esigenza di ridurre il contratto di lavoro individuale". Se questa non è riduzione in schiavitù poco ci manca».

C.N.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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