Una svolta ma il merito è nostro
Ecco l'intervento di Lorenzo Bacci, segretario territoriale Pd
Gentile direttore, venerdì scorso per Livorno è stato un giorno importantissimo: l’approvazione in consiglio comunale della variante anticipatrice necessaria all’approvazione del Piano Regolatore Portuale può rappresentare davvero la svolta che consente al nostro territorio di tornare ad avere un futuro. Oltre alla sostanza, perché davvero questa possa avere efficacia nel tempo, conta e conterà molto anche in futuro la forma. Di fatto, se non ci fosse stata una forte assunzione di responsabilità da parte delle opposizioni, con i soli voti della maggioranza a 5 Stelle il Piano Regolatore Portuale sarebbe stato bocciato.
È doveroso dunque rimettere la responsabilità in capo a chi davvero l’ha dimostrata: le opposizioni. E, su tutte, il gruppo consiliare del Partito Democratico. È arrivato il tempo, a ormai un anno di distanza dalle scorse elezioni amministrative, di chiudere la stagione del "Pd-che-ha-sbagliato-e-quindi-deve-pagare". Per chi non se ne fosse ancora accorto alla guida della città c’è il Movimento 5 Stelle. Con la variabile illogica di un’assunzione di responsabilità che viene delegata alle minoranze.
Vige una sorta di "lodo Pilato": su ciò che non siamo d’accordo, ce ne laviamo le mani. Avessimo voluto buttarla in "politica" (chiediamoci cosa sarebbe successo a parti invertite) oggi il Prp sarebbe ancora una chimera, l’Accordo per Livorno un’utopia, il futuro di Livorno un tunnel senza uscita. Senza la diffida del Presidente Rossi e la responsabilità delle opposizioni, Pd in testa, avremmo perso l’ennesimo treno. Citandola, "non è esagerato dire che ieri si sono gettate le basi per una nuova era di prosperità e di speranza".
Perché questa era arrivi prima possibile e con i risultati necessari, all’altezza delle ambizioni dell’area livornese, occorre però che tutti credano fino in fondo ai progetti che si portano avanti, non a mezza bocca... In buona sostanza, infine, i numeri di ieri dicono che il gruppo di maggioranza ha votato diversamente dal suo sindaco. Quando avvengono queste cose in Parlamento, il presidente del consiglio sale al Quirinale. E non certo per una visita di piacere.
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