Italia
Le opposizioni: roba da dimettersi
Sotto accusa le parole del sindaco al consiglio comunale sulla malattia del manager
LIVORNO. Il caso Di Gennaro fa infuriare le opposizioni, che in commissione tirano in ballo il sindaco Nogarin, accusato di non aver relazionato in maniera chiara il consiglio comunale sulla vicenda che ha portato alla sospensione cautelativa dell'amministratore unico di Aamps. E non esitano ad avanzare l'idea di dimissioni del primo cittadino.
Per Raspanti (Bl) è «grave che il sindaco abbia parlato di motivi di salute e fiducia immutata per Di Gennaro, quando nelle carte scrive di interruzione del rapporto fiduciario«. C'è totale mancanza di trasparenza, dice: «Ai nostri dubbi su Aamps seguivano solo rassicurazioni, ora ci dicono che la situazione è critica. In altri paesi per molto menori si danno le dimissioni».
«Dobbiamo interpellare Di Gennaro», gli fa eco Ruggeri (Pd): «Mi risulta che all'ultima assemblea godesse di ottima salute. O il sindaco era distratto o non ci ha detto la verità. Per cose simili in altri paesi si va a casa».
«La bugia detta dal sindaco in consiglio è un fatto gravissimo», interviene Cannito (Città Diversa): «L'atteggiamento dell'amministrazione precedente e di quella attuale è vergognoso: tutti hanno taciuto i problemi. Se c'è buona fede dovreste ammettere di aver sbagliato e andarvene». La presidente di commissione Amato (Fi) spiega di aver chiesto a Nogarin di essere presente: ciò non sarebbe stato possibile a causa di altri impegni istituzionali del sindaco.
I consiglieri sottoscrivono le perplessità dei sindaci revisori sui contratti di Luca Cosci e Andrea Marzovilla (non firmati né autorizzati da Di Gennaro) e sulle relative funzioni esercitate. Carpano sottolinea che «nel contratto di Marzovilla figura Di Gennaro come contraente, ma la firma è di un altro soggetto, quindi è di fatto nullo», senza contare che «è possibile che siano state violate le norme di evidenza pubblica». «Chi stava comandando - chiosa Ruggeri - non aveva titolo per agire e addirittura contrattava con le banche».
Galli (M5S) afferma che «Di Gennaro è mancato dal 6 al 23 (dalle carte non si evince il mese, si pensa che sia gennaio, ndr) in una fase delicata, con azioni che non potevano essere rimandate. L'Aamps - continua - era un bus senza autista, poi qualcuno ha preso il volante dando una sterzata: preferivate finire nella scarpata?». «Quando ero provveditore - replica Amato - se ero malata non ero tenuta all'oscuro di tutto».
Cannito chiede di istituire una commissione di inchiesta su Aamps, trovando le minoranze favorevoli, mentre il M5S chiede tempo per valutare. Dai banchi dei grillini arrivano domande sull'incarico di Marzovilla, che Carpano spiega essere ancora in atto, “nonostante un procedimento di verifica interna". Il contratto è stato firmato dall'avvocato Luisa Baldeschi dell'area legale di Aamps. «C'è un conflitto di interesse - fa notare Mazzacca (M5S) - Chi ha autorizzato i contratti è ora chiamato a verificarne la legittimità. Invitiamo l'amministrazione a controllare il percorso con attenzione». (g.c.)
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