Il Tirreno

Livorno

condannato AGENTE DI VIAGGIO

Non paga la vacanza per 67 persone

LIVORNO. Aveva prenotato le stanze dell’hotel Scandinavia, albergo a tre stelle di Marina di Massa, per 67 persone. Versando la caparra, come chiesto dal direttore: mille euro. Ne restavano altri...

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LIVORNO. Aveva prenotato le stanze dell’hotel Scandinavia, albergo a tre stelle di Marina di Massa, per 67 persone. Versando la caparra, come chiesto dal direttore: mille euro. Ne restavano altri tremila. Ma per gli albergatori apuani era un pagamento considerato sicuro perché arrivava da una agenzia di viaggi e tour operator livornese.

Così il saldo era stato posticipato a dopo il soggiorno del gruppo che aveva scelto la riviera apuana per rilassarsi tra mare e montagna. Una vacanza che se da un lato è stata piacevole per il gruppo di turisti che hanno alloggiato sul litorale massese, lo è stata assai meno per i gestori dell’hotel, visto che Maurizio Faraci, titolare dell’agenzia di viaggi Sint Travel di Livorno, alla fine non ha più estinto il debito che aveva con lo Scandinavia.

E anzi si è anche reso irreperibile per mesi, chiudendo la sua attività, nel frattempo caduta in difficoltà. Per questo suo comportamento l’uomo è stato condannato in tribunale a Massa a un mese e dieci giorni con le attenuanti generiche dal giudice Elisabetta Congiusta, a fronte di una richiesta di pena di due mesi del pubblico ministero.

Il legale dell’operatore turistico livornese invece aveva chiesto l’assoluzione e per questo ha annunciato che dopo la lettura delle motivazioni, attese tra trenta giorni, farà appello contro la sentenza.

Durante il dibattimento l’accusa ha tentato di dimostrare che Faraci aveva già fatto altre volte comportamenti simili, come ha raccontato la responsabile dell’albergo rimasto scottato dal mancato pagamento. Ma va detto a questo proposito che nessuno degli altri hotel che - secondo l’accusa - sarebbero stati vittime di fatti simili ha mai denunciato la Simtravel per fatti del genere.

Di diverso avviso l’avvocato di Faraci, che ha spiegato al giudice Congiusta come il suo assistito avesse subito la crisi economica a tal punto da dover chiudere la sua attività e andare a lavorare per conto terzi.

Quelli dell’albergo Scandinavia, però, per poterselo far passare al telefono e parlare con lui avevano dovuto ricorrere al fatto di fingere di essere un cliente diverso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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