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Livorno

la tragedia di castiglioncello

«Cinque mesi per la morte del sub»

LIVORNO. Spesso, le aule di giustizia riesumano il dolore, lo amplificano, te lo sbattono in faccia senza alcun riguardo. Come è successo l’altro giorno ai genitori e alla moglie di Francesco...

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LIVORNO. Spesso, le aule di giustizia riesumano il dolore, lo amplificano, te lo sbattono in faccia senza alcun riguardo. Come è successo l’altro giorno ai genitori e alla moglie di Francesco Vezzani, il trentottenne sub di San Miniato che il 23 febbraio 2012 annegò nel mare di Punta Righini (davanti a Castiglioncello) mentre stava eseguendo un lavoro di manutenzione a un ondametro per conto della “40 South Energy” di cui era dipendente. La mamma di Francesco, Giovanna Luciana, non merita tutto ciò, anche perché dal giorno della morte del figlio le sue condizioni psichiche sono andate sempre peggiorando. A lei non ha fatto sicuramente piacere ascoltare il pubblico ministero Massimo Mannucci, che suo figlio avrebbe avuto un concorso di colpa nell’incidente che ne causò poi il decesso. Assieme al legale rappresentante dell’impresa, Luigi Grassi, originario di Milano e residente a Forte dei Marmi. Quest’ultimo ha ottenuto il rito abbreviato. Il pm ha chiesto per lui una pena di cinque mesi di reclusione. Una condanna tutto sommato mite, dovuta a molteplici fattori, quali appunto l’eventuale concorso di colpa dello stesso Vezzani, le attenuanti generiche legate allo stato d’incensuratezza dell’imputato e l’applicazione della riduzione secca di un terzo per la scelta del rito abbreviato. Il processo è stato quindi rinviato al prossimo 28 maggio per le eventuali repliche.

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