Oggi il sit-in per la pediatra più amata
La protesta dei genitori non si ferma: già raccolte oltre 500 firme. E c’è chi ancora sceglie la dottoressa “in scadenza”
LIVORNO. «Ci siamo rivolti a un legale che sta analizzando la normativa e i numeri dei pediatri e dei bambini presenti nell’Asl 6 livornese, per capire se la nostra possa essere considerata una “zona carente”, che necessita cioè di uno specialista in più e non certo di uno in meno». Michele Bondi, giovane padre livornese, dà voce alla protesta del comitato “Nessuno ci tolga la pediatra Irene Pellegrini”, formato da decine di genitori in rivolta contro la decisione dell’Asl di non rinnovare il contratto (in scadenza a fine mese, dopo un anno) alla giovane specialista che ha conquistato il cuore delle famiglie dei suoi piccoli clienti. Si parla di 1100 bambini che rischiano di essere “spalmati” tra gli altri pediatri, già oberati di lavoro, che in tutto a Livorno sono solo 19.
È per questo che oggi un centinaio di genitori di piccoli pazienti della Pellegrini, ma anche di famiglie solidali, si sono dati appuntamento alle 16 alla Terrazza Mascagni per un sit-on che sarà l’occasione per fare il punto della situazione, dare nuova vita alla protesta e decidere come muoversi. Tra loro ci saranno anche alcuni padri e madri che in questi giorni hanno cambiato pediatra, scegliendo Irene Pellegrini, nonostante il suo contratto di lavoro in città stia per terminare. «La decisione di segnare le mie due figlie con la dottoressa Pellegrini è una forma di protesta, una scelta voluta e consapevole con cui voglio dare un segnale importante a chi crede di poter decidere della vita dei nostri figli, trattandoli come carne da macello», tuona Elena, giovane madre, determinare ad andare sino in fondo alla faccenda. «Per una volta che c’è a disposizione una specialista giovane, brava e disponibile, pronta a confrontarsi con dolcezza con i nostri piccini e con noi mamme, spesso ansiose, senza trattarci, come avviene spesso, come persone petulanti, perché dovremmo rinunciarci? Solo per far risparmiare un po’ di soldi al servizio sanitario? Questo non è giusto», conclude Elena.
Il sit-in nella Terrazza Mascagni sarà anche l’occasione per raccogliere altre firme per la mission di “salvare” la posizione della pediatra Pellegrini: in tutto sono oltre 500 le firme già messe insieme. «Non ci fermiamo - dice Bondi - andremo in Comune e puntiamo alla Regione: questa battaglia vogliamo vincerla». Alla protesta è stata invitata anche Pellegrini.
La battaglia dei genitori sul fronte dell’allargamento del numero dei pediatri è spalleggiata anche dal Tribunale dei diritti del malato: «Sosteniamo la lotta di questi padri e di queste madri perché crediamo sia giusto garantire un servizio maggiore è dunque migliore ai bambini livornesi in fatto di salute». A dirlo è Filippo Alberto La Marca, che ne è il coordinatore a livello provinciale. «È indispensabile - aggiunge - per dare una svolta a un servizio che chiaramente ha bisogno di essere qualitativamente migliorato». Per La Marca c'è necessità di un intervento della Regione che sappia andare al di là di criteri puramente ragionieristici in materia di numero di bambini presenti e numero di pediatri in servizio. La assistenza «ha lasciato a desiderare in vari casi, basta leggere le cronache dei giornali per accorgersene».
Lara Loreti
Mauro Zucchelli
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