Ecco piazza Attias: troppe inefficienze e il decoro è perduto
Non solo mattoni staccati e rifiuti ma anche i segni di risse Via Ricasoli sempre buia, le luci si accendono solo alle 18,30
RICCARDO PASQUINELLI
Spesso sentiamo dire che il turismo sarebbe decisivo per dare ossigeno alla nostra economia e che avere una città ordinata e decorosa sarebbe un valore aggiunto, pur essendo un normalissimo fatto di civiltà. In realtà si continua a fare ben poco sia per il turismo che per il decoro e le istituzioni sono in prima fila nel dare il cattivo esempio. I risultati si vedono.
STRADE BUIE. Il centro rimane in uno stato di generale trascuratezza: scritte sui muri, soste selvagge, strade e marciapiedi sconnessi, sporcizia, verde abbandonato. Da qualche tempo si aggiunge a questa situazione anche la gestione diciamo un po' strana dell'illuminazione pubblica. Come è stato più volte segnalato sul Tirreno soffrono per scarsità di luce zone centralissime come Attias e via Ricasoli.
Il Comune ha annunciato un intervento a fine gennaio ma giunti a marzo non si vedono progressi: alcuni lampioni e riflettori restano spenti e oltretutto l'illuminazione continua a partire troppo tardi in quasi tutto il centro. Mercoledì 4 marzo le flebili luci di via Ricasoli si sono accese alle 18,30 insieme quelle di via Marradi, via Cairoli, piazza e via Grande, piazza Civica, tutte immerse nel buio da un buon quarto d'ora anche a causa del cielo nuvoloso, pur essendo le strade dello shopping cittadino. Chissà perché succedono queste cose, quali misteriosi criteri guidano gli scatti delle centraline, quali funzioni di controllo svolgono gli uffici comunali, ammesso che esistano ancora!
IL CROLLO. Una delle situazioni più assurde si nota da mesi in piazza Attias. Qui, all'angolo con Corso Amedeo (a due passi dalla pizzeria Rossopomodoro), si sono staccate alcune mattonelle dai muretti di delimitazione della zona pedonale: ebbene, i calcinacci sono ancora a terra. Passano le settimane e non solo nessuno rimette a posto le mattonelle mancanti, ma non ci si cura neanche di far sparire quelle rotte!
Va bene che i Comuni non hanno un euro, sono strozzati dalla crisi ecc. ecc. ma com'è possibile che non si possa mandare nella sperduta piazza Attias un operaio a fare quello che serve? E' questa l'efficienza della pubblica amministrazione? E' così che si tutela il decoro e ci presentiamo ai turisti?
SPORCIZIA. Sempre in piazza Attias recentemente sono stati portati i giocatori del Livorno per invitare i frequentatori a tenere la zona un po' più pulita. Fatica inutile. Basta passare da lì il venerdì o il sabato verso le 20 per vedere come è stata ridotta la piazza dai signorini che vi bivaccano un'ora o due: un letamaio. Quante multe hanno fatto i vigili a chi sporca con tanta passione? Quante volte hanno richiamato all'ordine gli incivili facendo la faccia cattiva?
Non parliamo di cosa succede la sera dopo cena, quando i ragazzi si scatenano, magari un po' brilli: si urla, si spaccano bottiglie, si prende a calci tutto quello che capita, si fanno cose che risparmio ai lettori per non schifarli. Una situazione indecente a cui nessuno mette un freno. E' un piacere camminare alle 10 di sera in una città così?
SANGUE. Ultimo punto, il più grave. Di notte girano gruppi di giovani che ne aggrediscono altri. Senza motivo. Ogni tanto qualcuno finisce all'ospedale coperto di sangue. La polizia lo sa, ci sono personaggi che hanno a carico un pacco di segnalazioni e denunce e continuano a fare il comodo loro.
PER CONCLUDERE. Sui primi due punti c'è poco da dire: sono interventi elementari, stupidaggini che dove i servizi funzionano si risolvono in un giorno.
Sul terzo punto una proposta: sospendere per due-tre giorni la pulizia della piazza Attias per far capire ai giovani frequentatori in quale stato la riducono e quanto lavoro creano a chi deve tenere in ordine.
Lasciamoli sguazzare per un po' nella loro immondizia. Una provocazione. Non sarebbe istruttivo? Se l'idea non piace ci dicano le Autorità cosa intendono fare...
L'ultimo punto invece è difficile davvero e appartiene ai capitoli "ordine pubblico" e "giustizia" su cui ci sarebbe tanto da dire e che rappresentano una vera emergenza nazionale. Un'emergenza che però non ci possiamo nascondere.
Un ultimo ragionamento va fatto sull'utilità di queste e tante altre segnalazioni che ogni giorno compaiono sulla stampa, spesso ignorate da chi ci ha amministra. Vale ancora la vecchia tecnica del muro di gomma: si lascia dire e non si risponde.
Tutto rimbalza nel muro, tenuto su da politici e burocrati degli enti. Le amministrazioni cambiano, il muro di gomma no.
Ma richiamare l'attenzione di chi dorme e protestare è un dovere civico di noi tutti, così come per loro - cinque stelle compresi - sarebbe un dovere intervenire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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