Chalet, nuovo stop dalla Sovrintendenza
Dopo il ricorso al Tar ecco la richiesta di integrazione del progetto, ma Ricci è ottimista: «La consegneremo in settimana»
di Giorgio Carlini
LIVORNO
Tra la stipula della concessione col Comune e l'avvio delle operazioni per la riqualificazione dello Chalet della Rotonda di Ardenza ci si è messa di mezzo una integrazione al progetto, richiesta dalla Soprintendenza nel corso di una recente conferenza dei servizi, dopo che l'associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata i lavori aveva presentato tutta la documentazione nel dicembre scorso. Ecco spiegato il motivo per cui all'interno della Rotonda è ancora tutto fermo. E stavolta l’amministrazione comunale non ha alcuna responsabilità. L'intoppo burocratico sarà comunque risolto nel giro di pochi giorni, e in primavera dovrebbero finalmente cominciare le attività per il restauro e l'ampliamento dell'edificio in stile Liberty.
Va però detto che gran parte del ritardo nell'avvio dei lavori non è dovuto a quest'ultimo contrattempo, quanto piuttosto agli strascichi giudiziari nati dopo il bando di gara e terminati nell'ottobre 2014. Già nel maggio scorso la giunta Cosimi aveva approvato il progetto presentato dall'Ati formata da Programma Costruzioni Srl, Pasticceria Labronica, Sergio Cristiani, Società Ginnastica Livornese Srl. Un'associazione che può contare sull’impegno in prima persona del presidente di Confindustria Livorno, Alberto Ricci. Ma dopo pochi giorni l’altra cordata, la cui offerta era stata considerata peggiore, aveva depositato al Tar un ricorso urgente, accompagnato dalla richiesta di sospensiva, contro la delibera di aggiudicazione e della successiva gestione dello Chalet. A ottobre il tribunale ha dato ragione al Comune e all'Ati che si era aggiudicata l'appalto. Risultato: scongiurato il rischio di una battaglia legale che avrebbe ritardato per anni la riqualificazione, ma tempi comunque allungati di almeno 4-5 mesi rispetto al normale iter procedurale. Dopo il pronunciamento del Tar sembrava tutto pronto per il recupero della Rotonda. Ma fino a oggi, di lavori all'interno dell'area verde, neanche l'ombra. Da Palazzo civico spiegano che «in questi giorni si è svolta una riunione interna agli uffici per verificare l'avanzamento dell'iter autorizzativo a carico dell'Ati». In particolare, è risultata necessaria un’integrazione al progetto presentato alla commissione del paesaggio (e quindi alla Soprintendenza). I tempi presunti per l'integrazione e il completamento dell'iter sarebbero di circa un mese.
È poi Alberto Ricci a fornire maggiori dettagli sulla questione: «Il 16 dicembre - ricorda il presidente di Confindustria - abbiamo presentato alla Sovrintendenza il progetto secondo le loro indicazioni. La settimana scorsa la stessa Sovrintendenza ci ha chiesto un'integrazione riguardante le opere esterne, aspetto che in un primo momento aveva deciso di stralciare per occuparsene successivamente. Gli architetti - prosegue Ricci - stanno predisponendo il materiale. L'obiettivo è fornire le integrazioni richieste entro la prossima settimana. Dopo presenteremo la documentazione per firmare la stipula della concessione, titolo abilitativo per la costruzione dello Chalet». E le tempistiche? Per Ricci è logico supporre un inizio delle attività «entro la primavera».
«Il nostro cronoprogramma - aggiunge - prevede 8 mesi di lavori. Ciò significa che il restauro potrebbe concludersi entro la fine dell'anno, anche se resta da capire se saranno disposte eventuali pause nel periodo estivo per permettere lo svolgimento delle manifestazioni organizzate nella Rotonda». Tradotto: c'è il rischio di un ulteriore ritardo. Ma il presidente di Confindustria si dice ottimista: «Stiamo monitorando la questione passo dopo passo. I nostri tecnici sono molto competenti, altrimenti i tempi sarebbero ben più lunghi. Non dimentichiamo - conclude - che specie in un momento di crisi come questo, è nell'interesse di tutti cominciare i lavori e riconsegnare quanto prima ai livornesi il loro Chalet».
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