Il Tirreno

Livorno

Gli ex ragazzi da 700 euro

Ora è una manodopera ultraquarantenne e iperflessibile

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LIVORNO. «Invisibili»: è una autodefinizione amara quella di un lavoratore del call center di Guasticce. Eppure si tratta di una delle più grosse realtà occupazionali del nostro territorio.

Ha aperto i battenti nell’autunno di dieci anni fa nell’area ex Cmf: si tratta di 350 addetti stabilizzati con contratto a tempo indeterminato e un centinaio di precari. Al lavoro per buste paga da 700 euro al mese e un orario part time di 20 ore settimanali: ma talmente flessibili da essere continuamente “smontabili” e “rimon- tabili” (ad esempio, l’orario si accorcia praticamente sul momento in caso di basso flusso di telefonate, non si perde salario ma le ore non fatte verranno recuperate extra nei momenti di picco).

Agli inizi era in qualche misura anche un lavoro di “passaggio” per studenti o comunque giovani ai quali bastava guadagnare un po’ per uno-due mesi o uno-due anni e poi andare a fare qualcos’altro: dunque, età media sui trent’anni. Adesso no: la mancanza di alternative ha convinto tanti ex ragazzi (e soprattutto ex ragazze), ora sui quarant’anni e passa, a tenersi stretto quel contratto a tempo indeterminato, anche se solo per 700 euro part time, anche se hai un bel diploma e talvolta una laurea e sognavi un lavoro più qualificato.

E’ cambiato cioè il paesaggio umano fra le postazioni del call center: magari le persone sono le stesse ma spesso ora sono padri e madri di famiglia che agganciano a quella busta paga la possibilità di pagare non la vacanza a Ibiza bensì la rata del mutuo casa o la scuola dei figli.

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