Il Tirreno

Livorno

Licenziamenti alla Ifb, il Comune convoca la ditta

di Matteo Scardigli
Licenziamenti alla Ifb, il Comune convoca la ditta

La vertenza in terza commissione: lunedì sarà sentito l’amministratore delegato Il sindacalista Ceraolo chiede che Nogarin incontri la proprietà israeliana

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LIVORNO. Il Comune per i lavoratori della Ifb, convocato l’AD dell’azienda. L’assessore Francesca Martini assicura: «Abbiamo a cuore la questione, faremo tutto il possibile». Giovanni Ceraolo, del Coordinamento Lavoratori, rilancia: «Nogarin incontri i proprietarï».

La terza commissione consiliare vuole chiarezza sulla situazione occupazionale della International Food Business, e dopo aver ascoltato i rappresentanti dei lavoratori a rischio licenziamento ora vuole sentire l’altra campana.

La Ifb, la “goccia nel mare” delle vertenze livornesi, è al centro delle cronache per il licenziamento di quasi un terzo del personale, otto dipendenti sui 22 totali in forza attualmente. Spiegano i lavoratori in Commissione: «L’azienda da un lato continua ad investire nella formazione del personale (e quindi vuole rimanere su Livorno), dall’altro affronta il calo di lavoro mandando a casa due impiegati e sei operai, ovvero il 50% della produzione. I vertici ci assicurano che la liquidità non manca - proseguono i dipendenti dell’azienda di via delle Cateratte -ma non ci offrono margini di contrattazione accettabili, è evidente la volontà di fare ricorso agli interinali».

Per l’assessore Martini è opportuno dunque un incontro con la controparte: «Giusto ascoltare entrambi, se necessario faremo anche una commissione estemporanea. In ogni caso - sottolinea - seguiremo e sosterremo la vertenza in tutti i passaggi».

Per Andrea Raspanti (Buongiorno Livorno) è necessario anche un atto politico: «Il Consiglio Comunale prenda una posizione forte, nella prossima seduta urge una presa d’impegno».

Nel frattempo per lunedì 2 marzo, data della prossima riunione della Commissione, è prevista l’audizione dell’amministratore delegato dell’azienda. Per Giovanni Ceraolo però serve uno sforzo ulteriore: «Bene il confronto con l’AD ma il Sindaco incontri i proprietarï israeliani. Spiegare loro la situazione livornese potrebbe essere la svolta decisiva».

Soddisfatto Mirco Nesti, portavoce dei lavoratori: «Il nostro è un piccolo stabilimento, ogni manifestazione di sostegno è preziosa. I tempi stringono, non vogliamo sentirci svenduti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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