Il Tirreno

Livorno

I carabinieri sotto sfratto a Stagno

di Lara Loreti
I carabinieri sotto sfratto a Stagno

Caserma a rischio: il contratto d’affitto col proprietario, una società, scade a novembre e per ora non ci sono sedi alternative

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LIVORNO. Chi l’avrebbe detto che anche i carabinieri sarebbero potuti cadere nella complessa rete degli sfratti. I militari della storica stazione di Stagno stanno per essere sloggiati dalla sede di corso Italia 36, nella frazione più popolosa del Comune di Collesalvetti. La società proprietaria dell’immobile, un gruppo di Genova, si sta sciogliendo e quindi viene meno la possibilità di rinnovare il canone presso quella struttura. Si parla di un edificio di circa 200 metri quadri, che si estendono su due piani, comprensivo degli uffici aperti al pubblico e anche degli alloggi di servizio, all’interno del quale lavoravano oltre dieci persone. Il rischio è che la stazione chiuda, peraltro nell’anno in cui l’Arma celebra i 200 anni dalla nascita. È quello che succederà se non spunterà fuori una sede alternativa: il tutto entro novembre. E il count down è già iniziato.

La caccia alla nuova sede per i carabinieri di Stagno va avanti da circa un anno, come rivela l’assessore ai lavori pubblici di Collesalvetti, Roberto Menicagli. Ma la notizia serpeggia con insistenza particolare da qualche giorno; soprattutto è arrivata alle orecchie di tanti residenti di Stagno, che non sopportano l’idea di perdere un presidio così strategico per il territorio. La frazione ospita oltre seimila residenti e rappresenta un territorio cuscinetto sotto tanti profili, primo fra tutti quello geografico. Stagno si trova al centro di un coacervo di strade di primaria importanza, dall’Aurelia all’autostrada A12, dalla FiPiLi all’Arnaccio. Per non parlare della presenza della raffineria Eni e della vicinanza della zona industriale e dell’Interporto. La presenza dei carabinieri è essenziale e viene percepita dalla gente come una garanzia di sicurezza non solo al livello di percezione, ma nel concreto. Punto di vista che viene condiviso in primis dai carabinieri, e poi dalla stessa amministrazione comunale e dalla prefettura, che è competente sulla materia come rappresentante del Governo. Tutti d’accordo quindi. Ma allora qual è l’impedimento che getta un’ombra di incertezza al mantenimento della stazione di Stagno? Tutto sembra legato alla difficoltà oggettiva di trovare una sede adeguata ad ospitare una caserma dei carabinieri. Un complesso composito, sicuramente non facile da sostituire. Tuttavia, come sostengono giustamente i residenti, non può essere il fattore dell’immobile il freno che determina la chiusura di una stazione storica come quella di corso Italia.

Ora l’impegno dell’amministrazione, ma anche e soprattutto della prefettura, è quello di risolvere il problema, senza creare traumi nella popolazione di Stagno e di conseguenza nel territorio di Colle, oltre che nella stessa organizzazione dell’Arma. Due sono le possibilità: o si trova una sede alternativa oppure spunta un privato - o perché no anche un ente pubblico - che si faccia avanti per rilevare gli uffici storici di Corso Italia, subentrando così alla società immobiliare genovese, attualmente proprietaria dell’immobile.

«Stagno ha bisogno di un presidio dei carabinieri e noi faremo di tutto per mantenerlo», dice l’assessore colligiano Roberto Menicagli.

I carabinieri a Stagno sono un punto di riferimento irrinunciabile per il paese. Conoscono tutti, e tutti li conoscono, sono parte integrante del territorio e fonte di sicurezza per chi abita nella zona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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