Il Tirreno

Livorno

Anche il renziano Bacci punta su Gallanti, ora tocca al ministro Lupi (e a Renzi) scegliere

di Juna Goti
Anche il renziano Bacci punta su Gallanti, ora tocca al ministro Lupi (e a Renzi) scegliere

Livorno, il sindaco di Colle si allinea alla Provincia conferma la richiesta di continuità indicando per la guida del porto l'attuale presidente Gallanti. Su Gallanti aveva puntato anche il sindaco di Capraia, che ha indicato anche Guerrieri, così come la Camera di Commercio. Solo Nogarin ha puntato sulla Batini

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LIVORNO. Ora la rosa di nomi è al completo: per la futura guida dell'Autorità portuale, anche il sindaco di Colle, Lorenzo Bacci, ha indicato il nome del numero uno di Palazzo Rosciano, Giuliano Gallanti.

Il primo cittadino lo ha annunciato ieri al consiglio comunale colligiano, che ha visto anche la partecipazione del segretario generale dell'Authority, Massimo Provinciali. Insieme hanno ripercorso del tappe dell’iter che il 23 gennaio ha portato alla firma («storica», ripete Bacci in sala) del decreto ministeriale che per la prima volta ha spalancato le porte del comitato portuale al Comune di Colle. Oggi l’unico di Italia a far parte di una circoscrizione portuale nonostante non abbia uno sbocco a mare (ma un enorme retroporto sì).

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Bacci è così l’ultimo a scoprire la carte della terna da inviare al ministro. Di fatto fa squadra con il presidente della Provincia, Alessandro Franchi, visto che entrambi hanno indicato il nome secco di Gallanti. E in parte anche con Capraia: il sindaco Gaetano Guarente ha infatti proposto sia il commissario dell’Authority di Piombino, Luciano Guerrieri, che l’avvocato genovese. A Guerrieri ha dato fiducia anche la Camera di Commercio guidata da Sergio Costalli, mentre il primo cittadino di Livorno, Filippo Nogarin punta con forza sull'economista Nicoletta Batini.

Perché Gallanti? Bacci in consiglio non ci gira troppo intorno. Intanto «siamo grati dell’opportunità che si è aperta per il territorio livornese tutto con l’allargamento della circoscrizione portuale: protagonista di questo percorso è stato l’interesse che abbiamo manifestato concretamente negli ultimi anni, ma anche chi ha voluto affermare questa nuova visione del porto. Se Livorno rientra negli scali “core” della rete europea, unica possibilità di intercettare risorse comunitarie, è anche per le potenzialità dell’Interporto». Definito poco prima da Provinciali una «carta vincente».

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Ma soprattutto, riprende Bacci, la decisione di riproporre il nome di Gallanti «è motivata dalla volontà di dare chiara continuità all'azione strategica e operativa intrapresa dall'Authority, a partire dall'attuazione del nuovo Piano regolatore portuale, condizione essenziale per l'approvazione dell'accordo di programma per Livorno in discussione con governo e Regione». E torna a descrivere come «strategici» la Darsena Europa e lo scavalco ferroviario per unire porto e Interporto.

Così dal renziano Bacci arriva un nome all’insegna della «continuità». Dettato, ripeterà poi su Fb, da una «valutazione positiva dell'operato dell’Authority», dalla «volontà di garantire la chiusura del percorso avviato». E anche dal fatto che «siamo in una fase di riorganizzazione della portualità italiana» e che «probabilmente a breve il governo richiamerà gli enti locali a esprimersi sulle future configurazioni».

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Gli addetti ai lavori si aspettano infatti una fase di commissariamento prima del varo della riforma dei porti. Il ministro Lupi si sarebbe impegnato a scegliere anche l’eventuale commissario dalla terna di nomi fatti dagli enti locali, ma non c’è niente di scontato. L’ultima parola passa quindi a Roma (in caso di commissario). O a Roma e a Firenze (in caso di presidente).

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