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Virzì gira sul Romito traffico a rilento per il set
Una giornata di riprese per il regista livornese che ha ambientato lungo la scogliera il suo nuovo film “La pazza gioia” con Micaela Ramazzotti
LIVORNO. Ciak si gira. Il regista Paolo Virzì è tornato nella sua Livorno per registrare alcune scene del nuovo film "La pazza gioia" e per farlo ha scelto il lungomare del Romito, il tratto di strada reso celebre da Dino Risi che lo scelse per l'ultima scena de "Il Sorpasso".
Ieri il tratto compreso tra il Boccale e Calignaia si è trasformato in un set cinematografico: cineprese, camion, attori e troupe hanno occupato la scogliera. Nessuno si stupisca quindi se dovesse imbattersi in carelli, parrucche e luci di scena.Qualche disagio è stato registrato sul fronte del traffico. Dalle 8 del mattino infatti, lungo il Romito, in accordo con le forze dell'ordine, è stato istituito il senso unico alternato per evitare problemi alle riprese.Le riprese si sono concluse nel tardo pomeriggio.
“La pazza gioia” si girerà prevalentemente in Toscana. Potagoniste Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi . Nel cast però cio saranno anche molti attori labronici che per tradizione, stima e amicizia Virzì coinvolge nelle sue avventure. Isabella Cecchi per la quale c'è un ruolo come infermiera della struttura per persone con disturbi mentali in cui è ambientato il film, Emanuele Barresi, Fabrizio Brandi, Michele Crestacci, Bobo Rondelli, Marco Conte, Giorgio Algranti... E anche Simone Lenzi avrà un ruolo significativo nel film. La colonna sonora sarà invece di Carlo Virzì, mentre livornesi sono anche la costumista Carolina Paterni e l'attrezzista Vladimiro Ceccanti.
La storia, scritta da Virzì con la regista e sceneggiatrice Francesca Archibugi (è uscito nelle scorse settimane il suo apprezzatissimo “In nome del figlio”) racconta di disagio mentale e di voglia di riprendersi la propria vita rompendo le sbarre del pregiudizio dove viene rinchiusa la “malattia mentale”e andando alla scoperta di questo pazzo mondo, il mondo “normale”. Un’altra storia di sentimenti, di allegria e dolore. Quel mix dolceamaro che caratterizza i i film di Virzì e li rende indimenticabili.Tutto inizia in una struttura per persone con disturbi mentali. Qui si incontrano due donne molto diverse per estrazione sociale e per aspetto. Insieme decideranno di evadere da quelle mura per una scorribanda alla scoperta del manicomio a cielo aperto che è il mondo “normale”, l’Italia di oggi. Un viaggio per sfidare il concetto di normalità e per ritrovare ciascuna la propria storia e con questa in qualche modo rappacificarsi.
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