Il presidio
Tari, partono gli avvisi per 12.000 morosi
Dal 2013 sono sette i milioni da riscuotere da privati ed enti statali, dalle forze dell'ordine a Equitalia: via alle diffide
LIVORNO. Si aggira tra i 6 e i 7 milioni di euro l'ammontare della morosità riferita alla Tares per il 2013. Lo rivela il dirigente comunale Alessandro Parlanti nel corso della seconda commissione, aggiungendo che «tra utenze domestiche e non domestiche, i soggetti morosi sono circa 12.000». «In queste settimane - spiega - ci stiamo muovendo per recuperare le morosità registrate nel 2013. Alla fine del 2014 abbiamo già recuperato 680.000 euro, mentre nelle prossime settimane partiranno altre diffide per i mancati pagamenti. In caso di mancato adempimento, proseguiremo con gli atti di accertamento».
Ai consiglieri è stata consegnata una lista di realtà morose, riferita al 2013: tra i morosi in quel periodo risultavano ancora una volta molti enti statali - dal carcere alla questura fino addirittura ad Equitalia -- e grandi negozi del centro. In quanti nel frattempo si saranno messi in regola?. Il dirigente precisa che in molti casi, quando si parla di utenze domestiche, le morosità riguardano cifre ridotte. Per questo saranno aggredite prima le morosità più alte.
«La riscossione - ricorda Parlanti - non avverrà tramite Equitalia, ma la gestiremo dall'interno: le procedure saranno decise in caso di grandi morosità, meno pesanti per i piccoli creditori, per i quali è stato istituito un "contact center" che informerà le utenze con le premure del caso». Raspanti (Bl) presenterà una mozione per chiedere un'audizione degli uffici, anche per approfondire la questione dei crediti inesigibili: «In tempi di Patto di stabilità è inammissibile che ci siano proprietà statali che devono cifre importanti al Comune». Grillotti (M5S)aggiunge: «Tra le attività morose figurano anche imprese non in difficoltà, perciò è chiara la volontà di eludere la tassazione». Amato (Fi) chiede di mettere in campo tutte le azioni possibili per il recupero, mentre Caruso (Pd) si mostra più pessimista: «Nell'elenco delle utenze non domestiche morose - fa notare - figurano molte società che nel frattempo sono fallite. Dubito che in questi casi si riesca a fare qualcosa».
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