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«Assunzione illegittima»
Pardini contro-replica a Provinciali sulla chiamata diretta
LIVORNO. Non accenna a placarsi la polemica fra la Cisl e l'Authority sull'assunzione per chiamata diretta (proprio mentre l’Authority ha in ballo una selezione pubblica per assumere undici addetti).
Dopo la replica di Provinciali che giudica paradossali gli attacchi di un sindacato per una assunzione, Pardini torna alla carica: lo fa dicendo che le critiche su questa vicenda «sono tra l'altro condivise sindacalmente dalle Rsa Cisl e Uil dell'Autorità Portuale e dalla Cgil in comitato portuale». Il massimo dirigente cislino va oltre la critica iniziale (che aveva messo sotto i riflettori l’«inopportunità sul piano politico» di questa scelta): da un lato, gli obiettivi di risanamento dell'Alp «non si risolvono certo con questa "manovra"»; dall'altro, «presenta anche dei forti dubbi sul piano della legittimità procedurale».
Il motivo? Pardini cita la nota del ministero dei trasporti che in data 28 gennaio 2014 «aveva fatto espresso divieto di assumere a chiamata diretta, proprio nella nota aggiuntiva dell'art. 2 del vigente contratto nazionale dei lavoratori dei porti concernente l'assunzione di personale presso le Autorità Portuali».
Pardini segnala che il documento ministeriale del gennaio dello scorso anno ricordava che tali assunzioni «devono considerarsi illegittime tenuto conto – riferisce – della mancanza di una norma legislativa che consenta alle Autorità Portuali di "derogare" al principio costituzionale dell'accesso al pubblico impiego tramite concorso».
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