Il Tirreno

Livorno

Non è la strada per i disabili, «Una App contro la sosta selvaggia»

di Giorgio Carlini
Non è la strada per i disabili, «Una App contro la sosta selvaggia»

Auto, bici e scooter parcheggiati sulle strisce pedonali nel centro di Livorno. La proposta delle associazioni: dallo smartphone segnaleremo al Comune i furbetti

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LIVORNO. Auto parcheggiate sulle strisce pedonali, con tanti saluti all'utilità di scivoli e percorsi tattili. File di veicoli in sosta selvaggia che impediscono il transito sui marciapiedi, persino su quelli appena sistemati e costruiti a norma di legge. Per non parlare del posteggio selvaggio notturno, magari ritenuto “autorizzato” perché convinti che chi si sposta su una sedia a rotelle non ami divertirsi o uscire la sera con gli amici. Fino alle biciclette legate ai pali dell'illuminazione o ad altri sostegni in ferro che si trasformano in una barriera invalicabile per chi non può camminare in modo autonomo.

Sono solo alcuni esempi degli ostacoli con i quali sono costretti a fare i conti i disabili in giro per la città. Impedimenti causati dalla maleducazione che non ha luogo né orario: dal pieno centro alla periferia, dalla mattina a notte fonda. Comportamenti dovuti in alcuni casi alla distrazione, in altri alla fretta e in altri ancora, semplicemente alla noncuranza verso il prossimo.

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Atteggiamenti non più scusabili, specie in un momento in cui il tema dell'abbattimento delle barriere architettoniche è al centro del dibattito della società. E allora, non è più tollerabile che il parcheggio selvaggio renda vano quanto di buono fatto in città dall'amministrazione (passata e attuale) in questa direzione.

Per questo le associazioni che rappresentano a vario titolo la disabilità, coordinate dalla Cgil, hanno chiesto e ottenuto un incontro in Comune, per segnalare la gravità della situazione e al contempo suggerire proposte per combattere il parcheggio selvaggio. La riunione a Palazzo civico si è tenuta il 3 febbraio scorso. I rappresentanti delle associazioni che si occupano di disabilità hanno incontrato l'assessore al sociale Ina Dhimgjini (che ha preso l'impegno di riferire anche ai colleghi Giovanni Gordiani e Paola Baldari, assenti l'uno per problemi logistici, l'altra per motivi di salute).

L'assessore ha ascoltato le osservazioni sul diritto alla mobilità di tutti i cittadini, normodotati e non. Le associazioni, grazie a un ampio reportage di foto scattate in varie zone della città, hanno esposto gli inconvenienti dovuti agli automobilisti che, nonostante appelli e segnalazioni, parcheggiano i mezzi in modo indisciplinato, procurando gravi disagi a chi non cammina autonomamente e vanificando i lavori di abbattimento delle barriere.

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La soluzione proposta dalle associazioni è la creazione di un sistema telematico che permetta a ogni cittadino, disabile e non, di collaborare e facilitare il compito della polizia municipale di sanzionare e eventualmente rimuovere il veicolo. Da qui l'idea della creazione di una “App”, che i cittadini potrebbero scaricare sul proprio smartphone, e di un sito informatico di ricezione di file fotografici, così da poter ottenere in tempo reale le segnalazioni e inviare sul posto i vigili urbani.

«Ad oggi - spiega Stefano Cionini, responsabile dell'Ufficio disabilità Cgil - a poco o nulla sono servite le iniziative per educare i livornesi al rispetto della libertà altrui. Penso a convegni, lettere ai giornali, volantinaggi, vignette ironiche o di denuncia. L'assessore - aggiunge - condivide il nostro disappunto, e ritiene che il problema vada risolto per fare di Livorno una città vivibile per tutti». L’appuntamento tra le parti, dopo alcuni rinvii avvenuti nelle scorse settimane, è stato fissato per le 9,30 di lunedì 23 febbraio.

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All’ordine del giorno c’è la risposta sulla fattibilità del progetto proposto dalle associazioni che si occupano di disabilità e su eventuali altre iniziative da mettere in campo insieme all'amministrazione. Anche perché una cosa è certa, quella percorsa fino ad oggi, non la è strada giusta per il disabile.

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