Italia
Era più utile lui a me che io a lui
Luciano De Majo nel ricordo del procuratore capo Francesco De Leo
In una lettera al direttore del Tirreno, il ricordo di Luciano De Majo nelle parole di Francesco De Leo, procuratore capo della Repubblica.
Caro direttore, mi permetta di partecipare al ricordo di Luciano De Maio con un episodio ben preciso. Per la verità di lui ricordo diverse cose. I primi tempi in cui ero qui a Livorno e lui veniva da me per il suo lavoro di cronista giudiziario era più utile lui a me di quanto lo fossi io a lui, per come sapeva fornirmi le chiavi per capire la città con una ricchezza che gli veniva dai tanti suoi interessi e che era filtrata dall'intelligenza e dall'umanità. E che diceva tutto l'amore che lui aveva per Livorno e per il suo lavoro.
Però, dicevo, ricordo un episodio ben preciso, che dà la misura dell'uomo. Quando scoprì il suo male e si ricoverò in ospedale andai a trovarlo. Lui mi vide, si meravigliò, mi ringraziò come se avesse ricevuto chissà che onore e fece per sollevarsi sul letto come per rispetto nei miei confronti. Mentre ero io che volevo dirgli tutto il rispetto che avevo per lui.
Una modestia che mi commosse, perché dietro quella semplicità (che era dell'uomo colto, non dell'uomo semplice) c'era sensibilità e c'era grandezza. Livorno ha davvero perso un figlio preziosissimo.
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