"Così ci siamo salvati dalle fiamme", il racconto choc dei due sopravvissuti
Livorno. I proprietari dei due camper bruciati nell'incendio di Metamare raccontano quei tragici momenti. La donna: "Mi sono buttata in mezzo al rogo e ho liberato il nostro cane Black. L'altra cagnolina era già morta"
LIVORNO. “Mi sono svegliata e ho sentito un forte odore di bruciato, poi ho visto del fumo. Allora sono uscita di corsa dal furgone dove dormo e ho visto fiamme altissime, spaventose: il camper in sosta accanto al mio stava bruciando, a pochi passi da me, ero terrorizzata. Poi ho sentito bussare con insistenza alla porta dell’altro camper, quello dove vive il mio amico Angelo. Era il cane, Black, che raschiava disperatamente con le zampette alla porta. Mi sono fatta coraggio, mi sono avvicinata e sono riuscita a liberarlo. Ho rischiato tantissimo, ma sono contenta di aver salvato almeno lui. La cagnolina invece, Bimba, era già morta”.
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Loredana Jurgu è ancora sconvolta quando, a poche ore dal rogo che ha distrutto tre mezzi in sosta sul belvedere a Miramare, è seduta sull’erba e osserva con occhi svuotati l’orizzonte marchiato dallo scheletro dei camper bruciati. Quando alle 7.30 s’è scatenato l’incendio, lei dormiva nel suo furgone; Angelo Gualandi invece, il pensionato di 67 anni che abita in uno dei due camper distrutti, era al bar a fare colazione. Ma lei non lo sapeva. “Quando ho visto le fiamme ho temuto fortemente che Angelo fosse lì dentro. Ho avuto tanta di quella paura, ho ancora i brividi. Poi, dopo aver salvato Black, sono corsa al bar Metamare per chiedere aiuto. E quando ho visto che Angelo era lì, ho avuto un tale sollievo che non saprei neanche descriverlo. E’ stato un miracolo che fosse al bar e non nel camper”.
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Secondo la donna, il fuoco si è originato da una serie di fili elettrici utilizzati all’interno del mezzo di Angelo per l’illuminazione e per l’alimentazione elettrica della stufetta usata come riscaldamento. “Quante volte glielo ho detto, Angelo, attento a tutti quei fili. E proprio ieri (mercoledì 18 febbraio ndr), mentre preparavo la cena, avevo sentito un odore di bruciato dalla stufa. Gli avevo detto: Angelo, spegnamola quella stufa, è pericolosa. Ma lui aveva minimizzato. E quando è scoppiato l’incendio, era accesa. Ho visto un filo che passava sopra al camper in disuso che bruciava”.
Sotto choc anche il sessantasettenne, che ha delle ustioni sul volto e sulla mano sinistra: “Ho provato a salvare Bimba e mi sono ustionato, ma non ci sono riuscito. Ci temevo tanto a lei, era della mia ex compagna, morta di tumore 4 anni fa. Non riesco a capire come abbia fatto a prendere fuoco il camper in disuso, che era completamente vuoto. Il rogo è partito da dietro il mezzo, come hanno confermato anche i vigili del fuoco. Non so se c’è lo zampino di qualcuno. Mi sono chiesto se ci sia qualcuno che abbia potuto appiccare il fuoco volontariamente, ma non credo. Qui non abbiamo nemici, la gente ci vuole bene. Stamani sono venuti in tanti a chiederci come stavamo ed ad assicurarsi che non avessimo subìto ferite”. La causa più probabile dell’incendio è che ci sia stato un corto circuito elettrico, ma sono al vaglio ancora tutte le ipotesi.
Ora cosa succederà ai due? “Andremo a vivere alla mia casa in via Grande… - dice Gualandi – Finora ho sempre fatto avanti e indietro perché io non amo stare in appartamento, è come stare in gabbia. Qui c’è l’aria aperta, il mare. A casa non ho la corrente, qui l’avevo perché mi appoggiavo a Metamare, avevo il permesso del precedente proprietario. Ora mi toccherà andare all’Enel e chiedere il contratto per l’appartamento”. Ma Angelo non si arrende. “Appena potrò mi comprerò un altro camper e tornerà qua”.
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