Comune, stangata Irpef per far quadrare il bilancio
La giunta vuole portare l'aliquota allo 0,8% per tutti gli scaglioni di reddito per coprire in parte il buco di 6,7 milioni dovuto all'aumento impossibile della Tasi
LIVORNO. Per far quadrare il bilancio il Comune aumenterà l’Irpef. E salvo ripensamenti in corsa, lo farà per tutti. In alcuni casi anche raddoppiando la percentuale dell’addizionale: per tutti gli scaglioni di reddito (da chi guadagna meno di 15.000 euro a chi ne guadagna più di 75.000) l’addizionale passerà infatti allo 0,8%. Manovra che servirà a coprire almeno in parte il buco di 6,7 milioni che si è venuto a creare in bilancio dopo che a dicembre l’amministrazione comunale ha approvato un aumento della Tasi al 3,5 per mille, nonostante il governo avesse già annunciato (tramutandola in legge in quelle stesse ore) l’intenzione di fissare il tetto per la tassa sulla prima casa al 2,5 per mille.
La giunta, come previsto, si trova ora costretta a dover riportare la Tasi al 2,5 e a recuperare le somme già “perdute” con una manovra di riequilibrio di bilancio. Come? L’orientamento è quello di aumentare soprattutto l’imposta sul reddito e di tagliare le spese correnti nei vari settori. L’intenzione di portare l’irpef allo 0,8% per tutti gli scaglioni è scritta nero su bianco nella decisone di giunta (la numero 39) che nei prossimi giorni sarà discussa in commissione dalle diverse forze politiche, per arrivare alla votazione in consiglio comunale il 4 marzo. Va detto, quindi, che la manovra di bilancio (Irpef compresa) può ancora essere soggetta a modifiche.
Ma cosa cambia in concreto per le tasche dei livornesi? Nell’ultimo bilancio dell’era Cosimi, dopo molti anni di Irpef ferma allo 0,4%, ovvero al minimo, era stata introdotta un’addizionale a cinque fasce: 0,4% fino a 15.000 euro; 0,5% oltre 15.000 euro e fino a 28.000; 0,6% oltre 28.000 e fino a 55.000 euro; 0,7% oltre 55.000 e fino a 75.000; 0,8% oltre 75.000 euro. A dicembre 2014 la giunta Nogarin aveva già disposto aumenti: erano rimaste invariate la prima fascia di reddito (allo 0,4%) e l'ultima (qui è la legge che non permette di superare il tetto dello 0,8%), mentre era passata allo 0,65% la fascia fra 15.000 e 28.000. Tra l’altro proprio il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, con un emendamento, aveva imposto alla giunta che per questo scaglione l’aliquota non arrivasse allo 0,77%. Poi aumento allo 0,78% per i redditi da 28.000 a 55.000 e allo 0,79% per quelli da 55.000 a 75.000. L'innalzamento avrebbe dovuto portare a un incremento di gettito intorno ai 2,2 milioni (rispetto al bilancio 2014 della precedente giunta), ai quali si aggiungevano già i circa 2,3 milioni in più derivanti dall'Imu, con l'aumento dell’aliquota ordinaria dal 9,6 al 10,6 per mille. Poi la Tasi, con cui il Comune pensava di arrivare a incassare da 16,8 a 23,5 milioni.
Pochi giorni fa l’assessore Gianni Lemmetti ha illustrato in giunta le «ipotesi necessarie per il ripristino degli equilibri di bilancio a seguito delle modifiche in materia tributaria introdotte dalla legge di Stabilità 2015, che comporta un fabbisogno di 6,7 milioni di euro», come si legge nell’atto ora all’attenzione dei consiglieri comunali. Dopo avere «effettuato - si legge - anche una serie di verifiche in ordine alle previsioni per i settori scuola e sport» e avere fatto «approfondimenti sull’utilizzo dell’avanzo di amministrazione», la giunta ha deciso di orientarsi verso: «aliquota Tasi al 2,5 per mille» (e questo lo diceva già la legge di stabilità); «aliquota addizionale comunale Irpef allo 0,8% per tutti gli scaglioni»; «recupero ulteriore di risorse derivanti dalla riduzione delle previsioni di spesa corrente» per «oltre 1.700.000 euro».
La mattina di giovedì 19 gli assessori si sono riuniti di nuovo. Nei prossimi giorni si capirà meglio quali saranno in concreto i settori che subiranno il maggior numero di tagli e quanti saranno anche gli accantonamenti. Le opposizioni sicuramente faranno battaglia: nella notte del 23 dicembre 2014, al momento di votare il bilancio, avevano abbandonato l’aula per protesta, puntando il dito contro lo scontato buco di 6,7 milioni e parlando di “vittoria di Pirro”. (j.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
