Il Tirreno

Livorno

ADDIO ALL’IMPRENDITORE LIVORNESE

“La Fiat ci aveva chiesto di approvvigionare le sue fonderie con la sabbia di Torre del Lago. Così da Torino fu inviata a mio padre una delle primissime 1100 fatte nel dopoguerra, ancora grezza, non...

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“La Fiat ci aveva chiesto di approvvigionare le sue fonderie con la sabbia di Torre del Lago. Così da Torino fu inviata a mio padre una delle primissime 1100 fatte nel dopoguerra, ancora grezza, non lucidata ma, particolare allora importantissimo, era provvista di pneumatici. La tenevamo come le "cose sante", dentro il garage dell'abitazione in giardino, di notte serrato col lucchetto alla saracinesca e con il cancello chiuso a chiave.

Nonostante tali precauzioni, una mattina trovammo la 1100 su cavalletti completamente privata delle ruote. Fu giocoforza riacquistarle al mercato nero e dal quel giorno ogni sera smontavo le ruote portandole con me al primo piano per rimontarle l'indomani mattina”.

(L’aneddoto è ratto dal libro "Intervista a Ernesto Laviosa imprenditore livornese" di Vittorio Marchi).

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