Il Tirreno

Livorno

sanità

Tagli dell’Asl alle Cure Palliative e in commissione è bagarre

di Maria Giorgia Corolini
Francesca Luschi, presidente dell'associazione Cure Palliative
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Francesca Luschi, presidente dell'associazione Cure Palliative

La presidente denuncia una riduzione dei finanziamenti del 30%: «Di questo passo dovremo chiudere». Le opposizioni chiamano in causa la giunta. Pronta la replica: «Esistono anche altre associazioni»

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LIVORNO. “Da 300.000 euro che ricevevamo all'inizio della convenzione con l'Asl6 siamo arrivati a 190.000 nel 2014, con la spada di Damocle di ulteriori riduzioni che serviranno a finanziare le Cure Palliative di Piombino, Elba e Cecina. Nel 2014 abbiamo fatto fronte ad un bilancio di circa 900.000 euro, per il quale meno di un quarto è arrivato dalla Asl: i livornesi sono da sempre generosi con noi ma non possiamo basarci quasi esclusivamente sul volontariato e sul buon cuore delle persone. Di questo passo saremo costretti a chiudere”: è un grido d'allarme quello che la presidente dell'Associazione Cure Palliative di Livorno Francesca Luschi rivolge alla quinta commissione consiliare.
L'associazione si sarebbe vista ridurre anche le donazioni degli imprenditori del porto che per anni hanno contribuito con un'addizionale volontaria proporzionale ai canoni di concessione demaniali. Donazioni che negli anni si sarebbero affievolite, anche se per Simone Galliani dell'Autorità Portuale sarebbe solo un “effetto ottico” dovuto al fatto che alcuni imprenditori avrebbero cominciato a versarle in autonomia e non più nel conto collettivo aperto ad hoc.
Il direttore generale dell'Asl6 Eugenio Porfido, però, non ci sta: “L'azienda sanitaria non ha mai tolto un euro alle cure palliative, quello di cui parla Luschi è dovuto ad un riassetto territoriale. Inoltre, non è possibile versare direttamente ad alcuna associazione più di 199.000 euro, che è appunto la cifra che le Cure Palliative di Livorno riceveranno nel 2015, poiché da 200.000 euro in su scatterebbe per l'Asl l'obbligo di aprire un bando pubblico ed è un'ipotesi che abbiamo sempre rifiutato, data l'esperienza e la professionalità dell'associazione livornese”. In pratica, spiega Porfido ai consiglieri comunali, da quando le cure palliative sono state riconosciute dal Sistema Sanitario Nazionale come Lea (livelli essenziali di assistenza) il servizio non può più essere affidata all'iniziativa privata ma deve essere organizzata dall'azienda sanitaria: l'Asl non avrebbe dunque diminuito i finanziamenti ma li avrebbe spalmati su tutto il territorio provinciale. A Livorno 199.000 euro, a Cecina 65.000, a Piombino 36.000 e all'Elba 25.000, per un totale- che sarebbe invariato rispetto al 2014, di 325.000 euro.
Per i consiglieri di opposizione è chiaro: il punto non starebbe nel rapporto tra Asl e associazione, ma nelle intenzioni del Comune. “La giunta deve porsi il problema di come aiutare queste associazioni a crescere affinché non si disperda il loro valore, che è enorme”, spiega Marco Ruggeri del Pd, mentre Andrea Raspanti di Bl ricorda come nei mesi scorsi l'assessore Ina Dhimgjini avesse promesso ma non mantenuto la costituzione di un tavolo per discutere di questi problemi. Anche Elisa Amato di Fi e Marco Cannito di Cd si dicono d'accordo a preparare una mozione da sottoporre al Consiglio per spingere l'amministrazione a prendere posizione e il sindaco Nogarin a portare la questione alla Conferenza dei Sindaci dell'Asl6, di cui è presidente. Per il 5stelle Giuseppe Grillotti, invece, “le risorse del Comune sono sempre meno, semmai dovreste chiedere a Ruggeri di intervenire in Regione affinché me garantisca altre”.
“Da Nogarin abbiamo avuto grandi promesse prima che diventasse sindaco - accusa Francesca Luschi - poi è sparito”. L'assessore non ci sta e sbotta: “Esistono tante associazioni, non solo la vostra”. Il clima si infiamma e Cannito dice duramente: “L'assessore esprime sempre totale disprezzo per il consiglio comunale, le consiglio di darsi una calmata”. “Si prenda la responsabilità delle sue parole”, è la risposta di Dhimgjini.

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