Italia
Sullo stradario ecco altre sette vie
Già decise le intitolazioni dal maggiore Gamerra fino a Cesare Beccaria
LIVORNO. In attesa che il Nuovo Centro acquisti la sua conformazione definitiva, con gli scheletri dei palazzi pronti a diventare veri e propri appartamenti nel giro di pochi mesi e con le attività commerciali che già fanno partire il conto alla rovescia verso il nuovo insediamento, è già cambiata la toponomastica dell'area in fase di urbanizzazione tra Ardenza Terra, Coteto e Salviano.
Nel maggio scorso sono state infatti ufficialmente intitolate le sette vie che caratterizzano il Nuovo Centro.
Le strade del quartiere residenziale e commerciale in via di sviluppo portano i nomi di personalità, livornesi e non, che con il proprio pensiero e la propria attività hanno contribuito alla nascita e all'affermazione degli ideali di libertà e democrazia, sia in Italia che al di là dei confini nazionali: Gian Paolo Gamerra, maggiore di artiglieria e Medaglia d'oro al Valore militare per essersi opposto fino alla morte ai tedeschi il 9 settembre 1943; Cesare Beccaria, giurista e filosofo milanese autore del celebre saggio "Dei delitti e delle pene" (la cui prima edizione fu pubblicata, seppur in forma anonima, proprio a Livorno nel 1764) e Giovanni Gelati, avvocato livornese proclamato “Giusto fra le Nazioni” per avere salvato due bambini ebrei dalle persecuzioni razziali. Quattro vie sono inoltre intitolate ad altrettante donne: Nella Vera Funaro, presidente della Fondazione Modigliani (dedicata al marito Giuseppe Emanuele Modigliani), avvocata, deputato socialista e antifascista; Erminia Cremoni, partigiana e consigliera comunale nella Democrazia Cristiana; Primetta Cipolli, primo assessore donna del Comune di Livorno; Nilde Jotti, prima donna a essere eletta presidente della Camera dei deputati, incarico ricoperto per tre legislature, dal 1979 al 1992.
G.C.
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