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«Ho rischiato di perdere il lavoro»

«Ho rischiato di perdere il lavoro»

L’amarezza del titolare della ditta: «Ho dovuto pagare, non avevo scelta»

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LIVORNO. «Quando lo scorso 14 dicembre mi sono visto recapitare la raccomandata della polizia provinciale, con il preavviso di fermo dei mezzi, mi è crollato il mondo. Io con i bus ci lavoro e se me li sequestrano rischio il posto. E poi, arrivare al fermo dei mezzi per una multa del genere sarebbe stata una vera, ulteriore beffa. A quel punto, allora, ho pagato, in tutto quasi 1500 euro di multa: che altro potevo fare?».

È amareggiato Gabriele Gemignani, titolare della ditta di trasporti Labronica Bus, che ha sede in via dei Condotti Vecchi 8. È suo il buis multato che trasportava il Livorno calcio. «Questi tre verbali non solo sono assurdi, perché a questo punto dovrebbe essere sanzionata anche la polizia municipale che ci scortava e che appare anche nelle foto, ma oltretutto, non mi sono mai arrivati - dice l’imprenditore - E la cosa più sorprendente è che l’importo è raddoppiato perché io non le ho pagate in tempo. Ma come facevo a pagarle se non ho mai ricevuto le notifiche? Io, che il mio bus era stato multato, l’ho saputo dall’avviso di sollecito, in cui peraltro l’importo era già lievitato».

Gemignani, per tutelare i suoi interessi, s’è rivolto a un avvocato, che gli ha consigliato di fare una dichiarazione di autotutela, che lui ha presentato dopo il sollecito di pagamento. «La risposta alla mia dichiarazione è stata il preavviso del fermo dei mezzi», fa notare Gemignani.

La polizia provinciale, da parte sua, alle proteste e agli atti della Labronica bus ha risposto dicendo che i verbali non si potevano annullare perché ormai erano stati superati i termini, che la pratica era andata oltre e che l’unica possibilità era ed è fare ricorso al giudice di pace. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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