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Addio a Stefano, storico cameriere della Barcarola

Addio a Stefano, storico cameriere della Barcarola

Fontanelli si è sentito male in casa ed è morto l’altra notte Aveva solo 56 anni, e da 28 lavorava con patron Beppino

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LIVORNO. Si è sentito male all'improvviso, mentre era nella sua abitazione di via Paoli, è stato soccorso e portato all'ospedale in ambulanza, ma è stato tutto inutile: Stefano Fontanelli, 56 anni, uno dei camerieri storici del ristorante La Barcarola, è morto nelle prime ore di ieri mattina, lasciando nel dolore i familiari, gli amici e i compagni di lavoro, a partire da Beppino Mancini, il patron del ristorante di viale Carducci dove aveva lavorato per ben 28 anni.

Stefano Fontanelli soffriva di asma, e il decesso sembrerebbe essere stato originato proprio da un attacco più violento degli altri che poi gli avrebbe provocato un problema cardiaco, ma niente avrebbe mai fatto presagire un epilogo simile: fino alla sera precedente, come ricorda Antonia Badamo, sua collega tra i camerieri alla Barcarola, aveva lavorato normalmente al ristorante e senza alcun problema, come faceva ogni giorno. «E' incredibile - fino a poche ore prima lavoravamo insieme e scherzavamo, e adesso…».

«Era un grande lavoratore, una persona volenterosa e tranquilla, ma sempre pronto alla battuta sia con noi che con i clienti, ma per me era anche un amico di quelli veri - aggiunge Domenico "Mimmo" Teti, cuoco del ristorante - tanto che siamo anche andati diverse volte anche in vacanza insieme, in Italia come all'estero, in Corsica. E sapere che se è andato in questo modo è stato un colpo come pochi per tutti noi».

Beppino Mancini, il patron della Barcarola, è letteralmente distrutto dal dolore, e fatica a trattenere la commozione quando ricorda il "suo" Stefano: «Posso dire di averlo formato io come cameriere, quando era venuto qui aveva fatto altri lavori, di tutt'altro genere, come ad esempio operaio in un'officina meccanica. Ma lui - prosegue Beppino - anche se era una persona solare e sorridente come pochi, era un uomo pieno di volontà, uno che sapeva andare oltre i problemi, che li affrontava e li superava, di qualunque natura fossero. E anche nel lavoro - sottolinea Beppino - ha saputo diventare davvero bravo: era il classico cameriere livornese, forse non uno di quei "professori" che usano adesso, ma era preciso, attento e capace, e soprattutto sapeva essere davvero amico del cliente. Per lui il rapporto che riusciva a costruirci insieme con chi sedeva al tavolo del ristorante era fondamentale, e il risultato si vedeva. Pensate - aggiunge - che c'era gente che quando non lo trovava nel ristorante, magari perché faceva un altro turno, chiedeva di lui. E' stato un dramma - conclude Mancini affranto - sarà persino difficile farsi forza".

Stefano Fontanelli era un livornese purosangue, ed era nato in via Verdi, dove sua madre Carolina era conosciutissima perché ha gestito a per moltissimi anni la latteria della zona.

Grande tifoso del Livorno, uno dei suoi argomenti preferiti di discussione con amici e colleghi, e a volte anche con i clienti del ristorante, aveva una grandissima passione per i cani. Recentemente, infatti, Stefano Fontanelli, dopo che era morto il suo vecchio animale, aveva preso un nuovo cucciolo che sarebbe diventato il suo nuovo amico a quattro zampe.

Stefano Fontanelli lascia la compagna Stella, la moglie Corinne dalla quale era separato ma con la quale aveva mantenuto un buon rapporto e la figlia Sara.

I funerali di Fontanelli sono in programma per dopodomani, mercoledì, alle 16, al cimitero della Misericordia.

(r.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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