Il Tirreno

Livorno

la scuola che funziona

Premiati in Comune gli studenti che hanno vinto Zero Robotics

Gli studenti livornesi che hanno partecipato alla finale della manifestazione internazionale
◗
Gli studenti livornesi che hanno partecipato alla finale della manifestazione internazionale

I ragazzi del Liceo Cecioni e dell'Iti Galilei festeggiati per il terzo posto nella competizione di Nasa, Esa e Mit

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Alla fine il professor Giuseppe De Puri, preside del liceo scientifico Cecioni, ha consegnato al vicesindaco Stella Sorgente la targa ottagonale con le sigle Nasa, Esa e Mit conquistata dagli studenti livornesi a Zero Robotics, la competizione internazionale di programmazione dei piccolo satelliti “Spheres” che operano all’interno della Iss, la stazione spaziale internazionale. «Questa è stato un successo di tutta la città - ha detto il professor De Puri - quindi il trofeo deve andare a chi rappresenta tutta Livorno». Questo è stato il momento culminante della cerimonia di ieri mattina in municipio per festeggiare i 29 studenti livornesi, 24 del Cecioni, gli altri cinque dell’Iti Galilei, che lo scorso 16 gennaio, a Noordwijk, in Olanda, alla sede dell’Esa, l’agenzia spaziale europea, hanno conquistato, il terzo posto della competizione.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10754786:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10754786:1652149386/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Ai giovani che hanno formato le tre squadre livornesi, sono state consegnate le pergamene che ricordano il loro successo e, alla fine della cerimonia, c’è stato lo scambio delle maglie tra le squadre che hanno affrontato questa edizione di Zero Robotics e quelle che si stanno preparando per quella del 2015. Prima di questo gesto simbolico, che suggella la volontà di procedere su questa strada di eccellenza da parte della scuola livornese, ci sono stati gli interventi dei vertici scolastici e del vicesindaco Sorgente. Il professor De Puri, oltre a ricordare il concreto aiuto ricevuto dalla Camera di Commercio, che ha sostenuto una parte importante delle spese della trasferta in Olanda, ha ricordato come questo risultato non sia delle singole persone «ma di tutta la scuola, che ha saputo allenare le intelligenze e farle crescere anche per poter rispondere a questa sfida ma anche alle complessità richieste nel contesto del ventunesimo secolo». E De Puri ha sottolineato come i ragazzi livornesi abbiano saputo imporsi come coordinatori dei team formati alleandosi con altre squadre. dimostrando vivacità intellettuale e conoscenze, ma anche una grande capacità di lavorare in gruppo.

Pietro Fontana, professore dell’Iti Galilei, ha sottolineato come l’esperienza di Zero Robotics sia stata una "grande opportunità di crescita per la scuola e per i ragazzi», mentre il provveditore, Luigi Sebastiani ha messo in luce come questo sia un esempio di «buona scuola», che oltre ad insegnare nozioni riesce a dare importanti indirizzi per la vita degli studenti, che possono imparare anche l’importanza di lavorare in gruppo. Poi hanno parlato due ragazzi Diletta Mainardi e Luca Franceschi, che hanno sottolineato l’importanza dell’esperienza vissuta , e soprattutto del confronto con gli altri studenti venuti da tutto il mondo, ma anche del piacere per il risultato raggiunto e per «aver visto il codice che abbiamo creato che girava a bordo della Iss». Infine la conclusione di Stella Sorgente, che ha rilevato come dalle parole dei ragazzi emerga la voglia di veder premiato il merito: «È una cosa giusta ed è fondamentale per crescere, e sarebbe opportuno che avvenisse anche per la nostra città», per poi sottolineare l’importanza del lavoro di team al posto della volontà di emergere come singoli, «mentre - ha concluso - è fondamentale lo spirito di squadra».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.10755098:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2015/01/28/fotogalleria/ecco-i-ragazzi-che-hanno-ricevuto-la-pergamena-1.10755098]]

Ecco i nomi di tutti gli studenti: Elia Antonini, 4° A Cecioni; Matteo Banchini, 4° C Cecioni; Nicola Benvenuti, 4° A Cecioni; Matteo Bertolini, 4° A Cecioni; Francesca Botrugno, 4° C Cecioni; Federico Castello, 4° A Cecioni; Raissa Cecchini, 4° A Cecioni; Gianmarco Cei, 3° A Cecioni; Martina Cesarini, 4° C Cecioni; Marco Costa, ITI; Diletta Costagli, 3° A Cecioni; Edoardo Cuconato, 2° B Cecioni; Matteo Falleni, 4° A Cecioni; Andrea Foglia, ITI; Luca Franceschi, ITI; Lorenzo Freschi, 3° A Cecioni; Lorenzo Incontrera, 4° A Cecioni; Filippo Lazzerini, 3° A Cecioni; Luca Lorenzini, 3° A Cecioni; Diletta Mainardi, 4° A Cecioni; Caterina Marconi, 4° A Cecioni; Giulio Marfori, 3° A Cecioni; Alessandro Meini, 2° B Cecioni; Davide Neri, 4° C Cecioni; Emanuele Pagani, 4° A Cecioni; Michele Papucci, ITI; Alessio Ristori, 4° A Cecioni; Sara Stocchetti, 4° C Cecioni; Leonardo Venuta, ITI.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10754785:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10754785:1652149386/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

E alla fine le parole della squadra vincitrice. La prima domanda è una provocazione del cronista: “Preferireste essere disoccupati all’Ardenza o ingegneri a Milano?”, ricordando un detto tipicamente labronico. Ebbene secondo i ragazzi di Crab Nebula, Federico Castello, Matteo Falleni, Diletta Mainardi, Raissa Cecchini, Davide Neri, Nicola Benvenuti, Matteo Banchini, Alessio Ristori e Francesca Botrugno, alla fine, almeno per 8 su 9, la scelta non si pone: ingegneri a Milano. E la scelta è dettata, come spiegano i ragazzi, dal fatto che, per ora, Livorno non offre grandi possibilità a chi vuole emergere. «Andare all’Esa in Olanda ci ha fatto conoscere un ambiente totalmente diverso».

Allo stesso tempo i ragazzi del Cecioni non nascondono un moto d’orgoglio quando raccontano che all’inizio erano un po’ intimiditi, «arrivando da una piccola città», ma che poi »anche se ci sentivamo anche noi di conseguenza, un po’ piccoli, ci abbiamo creduto e siamo arrivati in fondo». Insomma, i ragazzi della “nebulosa del granchio” sottilineano «di aver qualcosa da dire e che quindi ci piacerebbe essere ascoltati», questo perchè ritengono di avere delle qualità, e che il successo di Zero Robotics ne è la prova, visto che è bastato dare loro oppurtunità e spazio. E infine quale consiglio darebbero a Livorno e soprattutto ai livornesi pensando ai motivi che sono alla base del loro risultato: «Imparare a confrontarsi con gli altri, per riuscire a lavorare insieme, senza personalismi e soprattutto senza partire dall’idea di essere migliori o addirittura perfetti, come invece fanno molti livornesi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani