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L'INCHIESTA

Maxi evasione fiscale, arrestato ambasciatore

Maxi evasione fiscale, arrestato ambasciatore

Bibbona, è accusato di bancarotta fraudolenta per circa 13 milioni di euro, sottraendo dalle due società fallite circa 800.000 euro

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LIVORNO. Ambasciatore arrestato per evasione fiscale. La finanza ha concluso l’operazione “The Ambassador”, che ha portato all’arresto di Varo Macchi Junior conosciuto quale Ambasciatore dello Stato della Liberia, e che ha omesso di presentare le dichiarazioni fiscali, usufruendo indebitamente delle esenzioni previste per i rappresentanti diplomatici.

Il noto imprenditore di Bibbona, in provincia di Livorno ha portato al fallimento due società a lui riconducibili, che gestivano la rinomata struttura turistico-ricettiva “Varo Village”, generando debiti per oltre 13.000.000 di euro dovuti anche al soddisfacimento di esigenze personali del tutto estranee all’attività d’impresa.

L'operazione nasce da una complessa attività di verifica fiscale, eseguita dalle fiamme gialle della Tenenza di Cecina con l’ausilio delle indagini finanziarie, al termine della quale è stato rilevato che Varo Macchi Junior ha ricoperto l’incarico tecnico di responsabile dell’ufficio marittimo dello Stato Liberiano, percependo  900.000 euro ed omettendo di dichiararli al fisco, in quanto ritenuti esenti da tassazione. Invece, i redditi non beneficiavano di alcuna esenzione fiscale per mancanza del presupposto soggettivo.

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Durante l’esecuzione dell’attività di Polizia Tributaria sono state rilevate anomalie nei flussi di denaro intercorsi tra l’imprenditore e le due società a lui riconducibili, che gestivano il “Varo Village” di Marina di Bibbona. Venivano individuate, tra l’altro, uscite di denaro per finalità estranee all’esercizio d’impresa, nonché una situazione di grave insolvenza societaria e l’esistenza di consistenti debiti tributari.

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Alla luce di quanto emerso nel corso delle indagini, su istanza del pubblico ministero Luca Masini, il tribunale di Livorno dichiarava il fallimento di entrambe le società, Majora 2001 Srl e 3M Immobiliare Sas. L’imprenditore, nel tentativo di evitare il fallimento, cercava fraudolentemente di accedere alla procedura del concordato preventivo che gli avrebbe consentito di sanare l’intera posizione debitoria corrispondendo un importo inferiore al debito complessivo (i creditori sarebbero stati “soddisfatti” soltanto in parte). A tal fine, produceva al Giudice Delegato documenti (fatture e Contabili bancarie) che, da accertamenti delegati alla Tenenza dal PM, risultavano contraffatti e falsi.

Le analisi di bilancio eseguita dalle fiamme gialle ha permesso di focalizzare l’attenzione su determinate poste patrimoniali utilizzate per mascherare movimentazioni finanziarie per finalità estranee all’esercizio d’impresa. L’esito dell’attività ha permesso di individuare debiti per un importo superiore a 13 milioni di euro, nonché la distrazione di somme di denaro facenti parti del patrimonio delle due Società per 800.000 euro

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