Il presidio
Compagnia e Cft guardano al bando per la Porto 2000
Incontro al Propeller sulle prospettive del “matrimonio” fra la cooperativa livornese e quella fiorentina
LIVORNO. Vedere lo stemma della città di Livorno accanto a quello di Firenze, con la foto del porto come sfondo, fa sicuramente uno strano effetto, soprattutto in ottica campanilistica. Ma quell’immagine proiettata rende l’idea dell’alleanza tra la Compagnia portuale e Cft, la coop fiorentina specializzata nella logistica. «In fondo Livorno nasce come porto dei Medici», spiega con una battuta Maria Gloria Giani Pollastrini, presidente del Propeller club, che ha organizzato l’incontro.E proprio da questa alleanza viene ribadito l’interesse per un altro fronte di mercato, quello crocieristico.
Se prima non era stato fatto ufficialmente il nome della Porto 2000, adesso le intenzioni vengono espresse senza mezzi termini. «Siamo interessati all’acquisto delle quote della società che verranno dismesse», afferma al termine dei lavori Claudio Torchia, direttore sviluppo e marketing Cft: «Abbiamo tutte le carte in regola per giocarcela, adesso dobbiamo aspettare le condizioni del bando». Ma come spiega Fulvio Romeo Franchini, consigliere della Compagnia, «questo ragionamento deve essere fatto all’interno di una squadra più ampia».
Al momento, dunque, si attende di sapere quando uscirà il bando per l’acquisto delle quote, e sui tempi fa chiarezza Massimo Provinciali, numero due dell’Authority (e da poco neo presidente della Porto 2000 al posto di Piccini): «Dobbiamo ultimare alcune pratiche con Kpmg e poi passare dal Comitato portuale: tra due settimane, comunque, il bando dovrebbe uscire».
Sul Prg del porto, Provinciali nonrisparmia una stoccata a Palazzo Civico: «Ormai il piano è stato approvato, non si può più modificare. Ora ognuno faccia ciò che gli compete: il consiglio comunale approvi la variante anticipatrice».
Per Enzo Raugei, presidente dei portuali, il futuro «si gioca con il Prg portuale, è lì che Livorno decide se vuole essere un porto di serie A». Poi aggiunge: «Almeno guardiamo di realizzare la prima fase della Darsena Europa, altrimenti è la fine».
Nell’incontro sono state illustrate le potenzialità dell’alleanza Compagnia-Cft, ma nel dibattito qualche operatore non ha nascosto dubbi e paure sul ruolo che può avere lungo le banchine la coop fiorentina. A creare malumore è soprattutto quando Torchia spiega gli obiettivi di Cft («vogliamo aumentare la presenza nel territorio livornese»). Ma è sempre il manager fiorentino a chiarire le cose: «Noi puntiamo a una “partnership” con il territorio, all’interno di uno scambio reciproco di competenze: dove andiamo non invadiamo con il nostro indotto, ma manteniamo quello esistente».
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