Il Comune boccia Guerrieri «È simbolo di continuità»
Nel mondo grillino si raffredda l’ipotesi Batini e spunta il nome di Mignogna La Provincia punta sul commissario di Piombino o su un Gallanti-bis
LIVORNO. Entra nel vivo la discussione sul futuro presidente dell'Autorità portuale, dopo che la Camera di commercio (tradotto: le categorie economiche) ha svelato per prima le carte facendo il nome di Luciano Guerrieri.
Domani, a Palazzo Civico, è convocato il consiglio comunale, con all'ordine del giorno la terna di nomi da presentare al ministro Lupi. In realtà si sa già che Palazzo Rosciano andrà comunque verso il commissariamento (in attesa della riforma dei porti), ma l'accordo politico stretto tra i vertici delle istituzioni locali e il ministero prevederebbe comunque la scelta di un "traghettatore" all'interno della terna che arriverà dal territorio. La Camera di commercio ha detto la sua: Comune di Capraia, Provincia e Comune di Livorno sono ancora (ufficialmente) in silenzio.
Il no grillino a Guerrieri. Domani in programma ci sono una comunicazione del sindaco e un atto di indirizzo dei Cinque Stelle. Salteranno fuori nomi? Intanto dallo staff di Filippo Nogarin (impegnato ieri mattina a un dibattito sull'imprenditoria giovanile a Rosignano) è il portavoce Andrea Morini a chiarire che «sicuramente il Comune non farà il nome di Luciano Guerrieri». Tra il commissario di Piombino e il sindaco di Livorno ci sono stati contatti e forse nei prossimi giorni ci sarà anche un incontro, «ma il suo - ripetono dal municipio - sarebbe un nome in continuità, e poi ha già fatto due mandati a Piombino». Posizione peraltro già espressa in consiglio dagli eletti M5S.
L’ipotesi Batini. Quindi cosa farà il sindaco di Livorno? E' probabile che alla fine decida di mettere sul piatto due o tre nomi. Non è mai tramontata definitivamente - anche se si è un po' raffreddata - l'ipotesi Nicoletta Batini.
Batini, con una carriera che l'ha portata fino al Fondo monetario internazionale, è stata anche una simpatizzante di Grillo, ha un profilo tecnico e a quanto risulta è vista di buon occhio al ministero e dai rappresentanti di alcune categorie economiche. Non sembra però essere vista di buon occhio da quegli attivisti che ricordano subito di quando, appena un anno fa, una parte del Pd voleva candidarla a sindaco. Insomma, il suo è un nome che potrebbe spaccare il gruppo dei grillini. Ma anche un nome che, a dirla tutta, potrebbe mettere in difficoltà lo stesso mondo Pd.
Il nome dal cilindro. E se Nogarin volesse tirare fuori una sorpresa dal cilindro? Nei dintorni del Comune, negli ultimi due giorni, ha iniziato a circolare con insistenza il nome di un alto manager dell'operatore internazionale Contship: Marco Mignogna, livornese, laurea in ingegneria meccanica, amministratore delegato del terminal Tangeri-Med realizzato dal gruppo Eurogate-Contship in Marocco come piattaforma di transhipment. Fa il pendolare tra lo stretto di Gibilterra e la nostra città. A Livorno ha lavorato come direttore operativo del terminal Tdt alla metà del decennio scorso. Ha lavorato come dirigente in vari terminal del gruppo Contship. Difficile dire se alla fine il nome che farà Nogarin sarà il suo (sempre che abbia intenzione di accettare). Certo il profilo che sembrano cercare i Cinque Stelle è molto simile: giovane, con esperienza anche internazionale nel settore portuale, più tecnico che politico. Ma non c'è solo questo.
L’identikit dei grillini. I Cinque Stelle vogliono un nome che garantisca la possibilità di rivedere il piano regolatore portuale, in particolare la Darsena Europa e l'uso dei bacini. C'è scritto a chiare lettere nell'atto di indirizzo di domani, che dovrebbe impegnare il sindaco a fare il nome di una persona che pensi alla «rinascita dei bacini di carenaggio, consentendo l'attività di refitting a basso impatto ambientale anche per le grandi navi» e alla «realizzazione di banchine la cui costruzione sia limitata a pochi anni, utilizzando, ad esempio, le vasche di colmata».
Pd: avanti con questo Prp. Esattamente il contrario di quello che chiedono gli altri enti, in particolare il presidente Pd della Provincia, Alessandro Franchi. «Al di là dei nomi - dice - serve qualcuno che garantisca l'accordo per Livorno al ministero e che quindi il varo del Piano regolatore portuale, così com'è stato definito dopo un iter lungo e molto partecipato». «Quel Prg non può essere disconosciuto», ripete. E «la Darsena Europa è fondamentale per lo sviluppo del porto e del territorio». Insomma, posizioni agli antipodi. Ecco perché dalla Provincia, proprio a garanzia della conclusione dell'iter per il Prg, potrebbe arrivare il nome del presidente in carica, Giuliano Gallanti, o quello di Guerrieri. Si sa che è visto di buon occhio anche il segretario generale dell'Authority, Massimo Provinciali: non è escluso che qualcuno alla fine faccia il suo nome, anche se rischierebbe di suonare una bocciatura a Gallanti e ai progetti che oggi vengono difesi.
Data da definire. Qualche giorno fa il sindaco aveva invitato i rappresentanti degli altri enti a incontrarsi giovedì 29, ma l'appuntamento potrebbe saltare perché il primo cittadino sarà a Roma per il tavolo People Care e, a quanto risulta, anche i vertici della Camera di commercio non potrebbero essere presenti.
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