Svs scrive al ministro per i pedaggi
Quasi impossibile recuperare le spese autostradali: «Non ce la facciamo più»
LIVORNO. La Svs fa le barricate contro il pedaggio autostradale e l'odissea dei rimborsi per le ambulanze. Il problema gira intorno alle tariffe da pagare rispetto ai soldi percepiti: la Svs vorrebbe che il pedaggio fosse compreso nel rimborso che le associazioni percepiscono. Rimborso che peraltro è fermo dal 1999 (è stato solo rivisto nel 2004) e che è pari a 23 euro a trasporto ordinario (entro 25 chilometri percorsi). Se a bordo dell’ambulanza c'è il medico, il rimborso scende a 18 euro, perché quel tipo di servizi sono già pagati con un forfait di 6000 euro al mese, in cui viene garantita la reperibilità h 24 di un’ambulanza con tre persone e un medico. «Ma a noi costa almeno il triplo - dice il direttore Fabio Cecconi - Non ce la facciamo più. Meno male ci sono le donazioni della gente, che però con questa crisi sono calate. Ormai siamo allo stremo, questa volta si rischia di chiudere davvero i battenti. Sono storie vecchie, che vanno avanti da troppo tempo». Per risolvere il problema - secondo una circolare del Ministro dei Trasporti - si può fare un'autocertificazione su un portale della società Autostrade che però - dice Cecconi - «non funziona, ho provato personalmente».
Le spese della Svs per l'autostrada vanno dai 600 ai mille euro al mese: si tratta delle spese mensili per i pedaggi autostradali legati soprattutto ai trasferimenti dei pazienti.
Ora la Svs è determinata ad andare fino in fondo. E' per questo che il direttore Cecconi e il presidente Vincenzo Pastore hanno scritto una lettera al presidente della Regione Toscana, all'assessore alla Sanità ed al Ministro dei Trasporti proprio sulla questione pedaggio ambulanze. «Contrariamente alla fallimentare protesta degli organismi federativi - dicono dalla Svs - che non hanno portato ad alcuna soluzione e complicato ulteriormente la gestione, Svs chiede di aggiungere alla tariffa di rimborso chilometrico l'importo del pedaggio così da non procedere con la complicata procedura di attestazione. Saranno poi gli enti pubblici (la Regione in particolare) a richiedere alle autostrade il rimborso dei costi sostenuti per il servizio di soccorso garantito sulle strade in concessione».
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