Il Tirreno

Livorno

Il Tar annulla la chiusura e Villa del Colle chiede i danni

di Lara Loreti
Il Tar annulla la chiusura e Villa del Colle chiede i danni

Accolto il ricorso del titolare, Francesco Zerbino: «Ho sempre avuto piena fiducia nella giustizia». Per il giudice amministrativo non ci sono motivi sufficienti per disporre la sospensione per un mese

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LIVORNO. Si chiude dopo otto mesi la saga della Villa del Colle e del provvedimento di chiusura del questore, emanato per motivi di ordine pubblico. Quasi un parto. Tre stagioni sofferte per la gestione del locale di Collesalvetti che ora, dopo tanto, può tirare un sospiro di sollievo. Grazie alla sentenza, la Villa - che a primavera aveva già chiuso per 15 giorni - non dovrà scontare l’intero provvedimento, che era di un mese. E ora il titolare del locale vuole chiedere i danni alla questura.

Il giudice amministrativo del tribunale regionale era stato chiamato in causa dallo stesso gestore della discoteca, Francesco Zerbino, musicista e imprenditore livornese di 34 anni, che aveva presentato ricorso contro il provvedimento di chiusura del questore, disposto il 5 aprile dello scorso anno, dopo che nel locale c’erano state delle liti.

Rappresentato dagli avvocati Jody Guetta e Serena Bulleri, Zerbino era passato alle vie legali dopo aver tentato una transazione diretta con la questura. Il documento del questore prevedeva una sanzione esemplare, cioè la chiusura del locale per trenta giorni (di solito sono 15). Tutto era nato da una doppia lite che si era scatenata la sera del 5 aprile, in un primo round nel locale, e poi nel parcheggio esterno. Liti per cui erano stati necessari due interventi dei carabinieri, che avevano sedato le acque.

Una volta che Zerbino aveva presentato il ricorso, a fine aprile, il giudice già all’epoca aveva sospeso il provvedimento della questura, ritenendo che 15 giorni di chiusura fossero per il momento sufficienti. Il tribunale si era quindi riservato di analizzare tutto il ricorso, con la successiva sentenza, che è arrivata a fine dicembre. Al titolare era stato contestato il fatto di non essere stato abbastanza «collaborativo» con le forze dell’ordine e di non aver presentato querele, accusa da lui sempre respinta. «Questo non è assolutamente vero - dice il suo avvocato Jody Guetta - Il mio cliente ha collaborato concretamente con le forze dell’ordine, fornendo tutti i dati necessari ad agevolare le indagini. Un comportamento perfettamente in linea con quello che Zerbino fa di solito: lui stesso, infatti, ha sempre auspicato controlli frequenti nel locale perché è suo obiettivo primario che tutto proceda in regola e per il meglio, per garantire il massimo dello svago e della sicurezza ai suoi clienti».

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Gli avvocati della Villa del Colle avevano motivato il ricorso, dicendo che il provvedimento della questura non era proporzionato rispetto a quello che era successo, e che c’era stata una violazione del “principio di adeguatezza”. In particolare, è stata accolta quest’ultima osservazione, perché - come spiega il giudice nel documento - questo tipo di provvedimento non può avere durata superiore ai 15 giorni, a meno che ci siano particolari esigenze di ordine e sicurezza pubblica, che però nel caso della Villa non si sono verificate.

Ora i legali di Zerbino dovranno valutare se e come chiedere i danni alla questura per quei 15 giorni di chiusura. Lo sottolinea l’avvocato Guetta: «Stiamo valutando come muoverci: l’intenzione è di chiedere il risarcimento dei danni all’amministrazione perché il mio cliente è stato costretto a chiudere il locale per oltre due settimane a primavera, nei giorni della Pasqua, quando l’affluenza al locale è massima. Peraltro, continuando a pagare i dipendenti: ciò vuol dire che le entrate sono state annullate, ma le spese non sono diminuite. Non abbiamo ancora conteggiato l’ammontare dei danni».

Sollevato il titolare del locale, Zerbino: «Sono cresciuto in un mondo onesto e ho sempre creduto nella giustizia. Questo è un barlume di luce in un mondo che sta mandando dei messaggi pericolosi. Il colpevole in questa società va punito e se ci va di mezzo chi non è colpevole, prima o poi arriva il momento in cui si rivela la sua totale innocenza. Ci siamo dovuti rialzare troppe volte... Adesso speriamo di poter lavorare in serenità. Io continuerò a offrire feste per la gente, con la gente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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