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Tassa rifiuti alle stelle, rivolta in consiglio

Tassa rifiuti alle stelle, rivolta in consiglio

Rosignano, deve intervenire anche la forza pubblica per placare i malumori dei cittadini durante l’assise aperta

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ROSIGNANO. Atmosfera davvero calda e toni accesi sin dall’inizio, hanno caratterizzato il consiglio comunale aperto che si è tenuto mercoledì sera in piazza del Mercato a Rosignano Solvay. Consiglio che era stato richiesto dai partiti di minoranza per discutere della Tari, la tassa sui rifiuti. Forze di minoranza che hanno messo sotto accusa il Comune sia per la gestione dei rifiuti da parte di Rea, sia per il rincaro delle bollette che residenti e aziende dovranno pagare.

Alla fine, durante l’ultimo intervento del sindaco Alessandro Franchi che ha cercato di spiegare i motivi per cui i Comuni hanno dovuto inasprire la tassazione, sono dovute intervenire le forze dell’ordine peraltro già presenti in sala: due agenti della polizia municipale e due della polizia di Stato. Forze dell’ordine che erano state richieste dalla stessa presidente del Consiglio comunale, Caterina Giovani, dopo l’intervento dalla sala, già in ebollizione, di Maurizio Marchi di Medicina Democratica che già nei giorni scorsi aveva annunciato di voler presentare un esposto alla magistratura per chiedere l’estromissione di Enerambiente da Rea e dalla vita del Comune.

Un intervento in realtà, quello delle forze dell’ordine, durato pochi secondi, necessari solo per placare gli animi. Poi l’assemblea è proseguita. Chi si aspettava un consiglio comunale aperto nel quale i cittadini, circa duecento quelli presenti, avrebbero avuto spazio per esprimere i loro disagi e porre domande sul calcolo della Tari, è stato in parte deluso. La riunione fiume, iniziata alle 21 e 15 circa e terminata quasi alle due del mattino, è stata aperto dall’assessore Daniele Donati che ha parlato di tagli delle risorse da parte del Governo ai comuni, delle finalità della Tari che deve coprire per legge il costo del ciclo integrato dei rifiuti (raccolta, spazzamento, smaltimento). La spiegazione è proseguita con Mirco Cantini, dirigente Risorse del comune.

Un intervento tecnico il suo con tanto di proiezione di slide. Il microfono è passato a Francesca Bontà responsabile della gestione entrate, sempre per il comune di Rosignano, che ha illustrato alcuni articoli del regolamento Tari.

Infine Massimiliano Monti, il direttore della Rea, che ha snocciolato alcuni dati sulla raccolta dei rifiuti: 28mila 643 tonnellate nel 2014, mille tonnellate in più rispetto all’anno scorso. Interventi che hanno portato via quasi la prima ora di Consiglio mentre la sala iniziava a mostrare i primi evidenti segnali di insofferenza.

I cittadini: «Se il calcolo della tassa si fa anche in base al numero dei componenti della famiglia – ha chiesto un residente che ha dato la stura agli interventi – perché devo pagare come se nella mia casa sfitta che non riesco a vendere, abitassero tre persone? Chi mi risponde?»

E poi il padre di famiglia: «Siamo in sei – dice – mi chiedo con quale logica siano state calcolate le cifre da pagare in base ai componenti familiari. La differenza tra 3 e 4 componenti varia solo di 33 euro mentre la differenza tra 5 e 6 è di circa 194 euro». C’è chi punta il dito sul fatto che l’amministrazione comunale non ha informato abbastanza i cittadini «il che dimostra – dice un residente – il distacco che c’è tra gli stessi cittadini ed comune che doveva pensare ad azioni di agevolazione».

I momenti sono critici: «Avete previsto l’esenzione Tari per i cassaintegrati o i lavoratori in mobilità?»

E poi domande su scelte precise: «E’ vero che Rea – chiedono dal pubblico - ha dato contributi ad Armunia?» Una domanda alla quale ha risposto il sindaco precisando che Rea ha versato 200 mila euro «per sponsorizzare sia le attività di Armunia che quelle promosse dall’amministrazione comunale». Infine accuse politiche sul perché il sindaco non avesse, durante la campagna elettorale, annunciato l’aumento delle tasse.

Un’accusa che Franchi rimanda al mittente ricordando che oltre un anno fa proprio nell’auditorium di piazza del Mercato, fu indetta un’assemblea pubblica per spiegare quanto il comune dovesse versare nelle casse dello Stato e dunque l’inasprimento della pressione fiscale. Protestano anche gli operatori commerciali: «Non ce la facciamo più ad andare avanti – dice un commerciante – se non siete d’accordo su questa eccessiva tassazione, anche voi del comune vi dovreste ribellare. Bisognerebbe decidere tutti di non pagare».

Alessandra Bernardeschi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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