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«Fare appello per usare le intercettazioni»
Dopo la lettura della sentenza le parole del pm Gianfranco Petralia: siamo soddisfatti
LIVORNO. La presidente del Collegio Gabriella Marinelli ha appena finito di leggere la sentenza di condanna per gli imputati principali del processo “Plastic” che il pubblico ministero Gianfraco Petralia annuncia l’intenzione di impugnare la decisione davanti alla Corte di Appello.
«L’obiettivo - spiega il magistrato - è quello di permettere l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, possibilità che in primo grado è stata negata». Proprio le intercettazioni sono state al centro di una guerra in aula che ha segnato la prima parte del dibattimento. A sollevare la questione, eravamo nel luglio del 2012, riguardo all’ammissibilità delle telefonate finite nell’inchiesta era stato l’avvocato di Mario Maggiolo, il collega Antonio Cariello.
«Sono inutilizzabile - era il succo della tesi difensiva - perché non sono pure: dopo essere state registrate su un server preso in affitto sono state riversate in alcuni cd, operazione che non ha garantito l’assoluta corrispondenza tra l’originale e la copia». Un’obiezione che i giudici hanno accolto, tanto che per tutta la durata del processo si è parlato di «accusa azzoppata». Invece ieri è arrivata la condanna. «Sono soddisfatto per come si è conclusa la vicenda - spiega il pubblico ministero - ma devo dire che si poteva arrivare a condanne più alte viste le responsabilità che sono state riconosciute ai protagonisti».
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