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Bilancio Aamps, la presidente della commissione scrive alla Corte dei conti
Dopo il dibattito infuocato di ottobre e l'esposto dei sindaci revisori, ecco la segnalazione a Firenze. E la procura chiede al Comune i verbali e la diretta streaming
LIVORNO. Dopo la commissione infuocata su Aamps del primo ottobre scorso, la presidente Elisa Amato (Fi) invia una segnalazione alla Corte dei Conti insieme alla presidente del consiglio comunale, Giovanna Cepparello (era il 6 novembre). Ora, a distanza di due mesi, al Comune arriva la notifica della Procura. Motivo: la polizia giudiziaria chiede di acquisire gli atti – il verbale scritto e la diretta streaming – di quel dibattito consiliare.
Il primo ottobre, infatti, in commissione Affari istituzionali si era acceso il botta e risposta sui conti dell’azienda dei rifiuti, che è tutta di proprietà del Comune. Ascoltati dai rappresentanti delle diverse forze politiche, i sindaci revisori uscenti (l’ex presidente del collegio, Giovanni Verugi, con Stefano Tamberi e Alessandra Rusciano) avevano detto chiaramente che secondo loro il bilancio 2013 di Aamps non andava approvato e che il Piano finanziario 2014 che lo accompagnava era “assolutamente inaffidabile”. Un’audizione delicatissima, nel corso della quale gli ex revisori avevano parlato anche di presunte irregolarità e fatto sapere di avere già presentato un esposto alla Corte dei conti regionale.
E’ proprio dalla Corte dei conti che potrebbero essere partiti gli accertamenti, considerando che dopo la seduta della prima commissione anche la presidente Amato aveva inviato la segnalazione al procuratore regionale della Corte dei conti, con il visto di Cepparello.
“In data primo ottobre – è il testo della segnalazione-esposto partita su iniziativa delle due presidenti - si è svolta una commissione con audizione dell’ex collegio dei revisori di Aamps, trasmessa in diretta streaming, durante la quale gli stessi hanno dichiarato una presunta irregolarità in merito ad un accordo transattivo concluso con un contribuente moroso per la Tia”. I sindaci revisori, lo ricordiamo, avevano riferito pubblicamente che “un operatore portuale era stato oggetto di un accertamento Tia per le annualità 2007-2012, per un importo di 383.000 euro, più 17.000 euro di ulteriori spese”. “Il contribuente – aveva riferito Verugi - fa ricorso, la commissione tributaria lo respinge: è debitore e deve pagare. L’azienda, però, riduce il pagamento di due terzi, riscuotendo 126 mila euro, rateizzati, senza interessi. La motivazione? Quell’operatore era in “difficoltà economiche”…”. (Leggi anche: "Quell'operazione di recupero credito parziale e criticata").
“Dopo aver richiesto in via formale ai revisori la documentazione scritta di quanto affermato in commissione – riprendono quindi nella lettera le presidenti - si legge dal verbale redatto in seguito alla riunione del 23 maggio 2014 che il collegio ha esaminato la documentazione della transazione posta in essere da Aamps e ha affermato che allo stato degli atti non ha elementi per individuare eventuali illeciti e utilità personali nella vicenda, e si riserva di adottare le azioni che si rendono dovute”.
Il riferimento è alla riunione del 23 maggio 2014 quando, a due giorni dalle amministrative e in pieno silenzio elettorale, l’assemblea dei soci, con i vertici dell’allora amministrazione comunale, approvò il bilancio dell’azienda. I revisori, sorpresi, dissero in sostanza di riservarsi di agire in seguito.
Quando dal Comune hanno chiesto allo stesso collegio di chiarire quali azioni avesse eventualmente intrapreso, la risposta è stata questa: “Il collegio sindacale di Aamps, in carico fino al 23 maggio, comunica che ad oggi non ha intrapreso azioni civili, che si riserva comunque di attivare. Come suo dovere istituzionale ha provveduto a segnalare alla Corte dei conti quei fatti (portati alla conoscenza della seconda commissione consiliare in sede di audizione) per i quali ha ritenuto sussisterne gli estremi”.
Tradotto: i revisori hanno presentato un esposto alla Corte dei conti. E “copia dell’atto – hanno risposto alle presidenti - può essere chiesto dal Comune, che è socio della partecipata, alla Corte dei conti”.
Alla luce di queste parole le due hanno quindi scritto a Firenze chiedendo una copia dell’esposto e allegando, a loro volta, il link dell’infuocata diretta streaming della commissione. A oggi non risultano risposte dalla magistratura contabile. Ma al segretario generale del Comune è arrivata la lettera della polizia giudiziaria. Non è escluso, quindi, che sia stata la stessa Corte dei conti a chiedere alla Procura della Repubblica di valutare se sussistono eventuali ipotesi di reato.
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