Italia
Le squadre livornesi pronte alla finale di Zero Robotics
I ragazzi del Liceo Cecioni e dell'Iti scenderanno in lizza il 16 al concorso internazionale bandito da Nasa e Mit: la gara si svolgerà alla sede dell'esa in Olanda
LIVORNO. Ormai ci siamo, il 16 gennaio è alle porte, e i ragazzi del Cecioni e dell’Iti non vedono l’ora di essere lì, a Nordwjik, in Olanda, quando si giocheranno la finale del torneo internazionale Zero Robotics, e dovranno sfidarsi insieme ad altre squadre di diverse nazionalità. La gara di robotica si svolgerà proprio all’interno della sede dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, tra i principali a sponsorizzare l’evento insieme a Nasa, Mit e Politecnico di Torino. Sono già due anni che i Crab Nebula e i Proxima Centauri, le squadre del Cecioni, riescono ad arrivare in finale, e quest’anno ce l’hanno fatta anche i Sunspots, un team formato per la prima volta da studenti del liceo e dell’istituto tecnico. I ragazzi coinvolti sono delle classi terze e quarte, ma c’è qualcuno anche di seconda.
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IN ATTESA DI “AIUTI”.«È un grande successo cittadino –afferma Giuliana Ficini, dirigente scolastico dell’Iti- questi ragazzi meritano un enorme riconoscimento da parte di tutti, sono un patrimonio». Peccato invece che per il momento la trasferta olandese la dovranno pagare le scuole con i proprio fondi, e in alcuni casi anche le famiglie faranno la loro parte. L’anno scorso la Regione concesse un contributo, «al momento non abbiamo ricevuto niente - riprende la preside- ma aspettiamo fiduciosi». «Progetti del genere –dice Federico Agen, docente dell’Iti e presidente della settima commissione consiliare- vengono svolti di solito all’università, ma molto meglio partire alla vostro età, dove si fanno le scoperte più importanti». Mentre Francesca Martini, assessore al lavoro e all’innovazione, «si augura che queste energie possano rimanere sul territorio, come amministrazione –continua- stiamo rafforzando i rapporti con le università». A questo proposito, l’assessore all’ambiente Giovanni Gordiani ricorda che «abbiamo aperto un ufficio progettazioni aperto a tutti, in cui il Comune può valutare l’idea del partenariato».
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IL RUOLO DEGLI INSEGNANTI. Ma se questi ragazzi sono stati in grado di raggiungere risultati così importanti a livello mondiale, il merito va dato anche ai docenti: «Sono loro –spiega Giuseppe De Puri, preside del Cecioni- che hanno trasmesso entusiasmo e competenza ai loro studenti, in particolare – prosegue- con questa esperienza la teoria viene veramente applicata all’esperienza, andando oltre allo studio dei libri». E le nozioni apprese non sono di poco conto. Ad esempio, in semifinale i ragazzi hanno dovuto simulare al computer di scattare delle foto esterne alla stazione spaziale internazionale, mentre c’erano delle interferenze dei flash solari, cercando di evitare che queste danneggiassero le immagini. In finale, invece, le squadre dovranno manovrare dei veri minisatelliti, gli “Spheres”, progettati dal Mit e che stanno all’interno della stazione spaziale. Insomma, niente male per degli studenti delle superiori. I docenti che andranno a Nordwjik sono il prof. Meini, Ciucci e Fontana per l’Iti, mentre per il Cecioni saranno Manfredini e Bracci. E proprio da quest’ultimo è nata l’idea di partecipare al torneo Zero Robotics: «Iniziammo tre anni fa con una squadra, così per provare, e da lì abbiamo continuato». «Quest’anno – afferma Bracci con orgoglio- siamo arrivati addirittura in finale con tre squadre, già un bel traguardo se si pensa che la competizione è a livello mondiale».
I PROTAGONISTI.«È una bella esperienza anche se complessa –afferma Diletta Mainardi, studentessa del Cecioni- mi ha arricchito molto –continua- per esempio, parlando con gli studenti americani abbiamo dovuto usare l’inglese». Durante la competizione, infatti, diverse squadre possono allearsi tra di loro, «comunicando via Facebook o Skype» spiega la ragazza, che aggiunge: «Anche durante le vacanze ci siamo trovati lo stesso a scuola». «Per noi dell’Iti –spiega Luca Franceschi- è una gran bella soddisfazione, e unire le forze insieme al Cecioni è stato importante, perché ognuno ha portato la propria competenza».
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