Maremma, l’ultimo amore di Pino Daniele
Storia di un feeling speciale: «Era rimasto affascinato da questa terra»
MAGLIANO. Dalle colline di Magliano in Toscana si vede il mare. Il magnifico mare della Maremma. Forse anche per questo Pino Daniele aveva scelto di vivere qua. Per poter guardare un mare limpido e immaginare ancora, con la rabbia e la passione di una volta, un altro futuro possibile per la sua Napoli bellissima e ferita. Napoli, quella “carta sporca” dove “il mare sta sempe llà... tutto spuorco chino ’e munnezza e nisciuno ’o vo’ guardà”.
Il mare di Magliano è poco più di un fazzoletto. Ma preziosissimo. È la spiaggia di Cala di Forno, la più perfetta e protetta del Parco della Maremma. Trent’anni fa su quella spiaggia camminava Massimo Troisi, con Roberto Benigni sul set di “Non ci resta che piangere”. E magari ogni tanto, puntando gli occhi verso Cala di Forno e Collelungo, Pino Daniele ripensava al suo amico perduto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10610629:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/01/05/news/addio-pino-daniele-cuore-blues-di-napoli-1.10610629]]Chissà. Probabilmente all’inizio quella di trasferirsi in Maremma è stata una scelta strategica. Un luogo ideale per la pace innanzitutto fisica del suo cuore malato, ma a due passi da Roma. Di certo in Maremma Pino Daniele non è mai stato un semplice villeggiante. Questa era casa sua. Da qua aveva deciso di iniziare l’ultimo racconto della sua vita e della sua carriera, il documentario “Nero a metà”. Da anni, l’altra metà di Pino Daniele era la Maremma.
Così lontana, la campagna di Magliano, dall’assalto dei fan. Così silenziosa e discreta. È la metà degli anni Duemila quando Pino Daniele scopre quest’angolo di Toscana. Pare che a convincerlo sia stato Renato Zero, di casa a Monte Argentario. «All’inizio cercava una villa nella zona di Capalbio», racconta Enzo Russo, paparazzo maremmano, collaboratore anche del Tirreno. «Gli avevano trovato alcune ville in vendita, ma non gli andavano bene. Voleva qualcosa di più isolato. Era molto geloso della sua privacy. Infatti quando mi vedeva con la macchina fotografica andava su tutte le furie. In questi anni non si è quasi mai concesso per uno scatto».
“Lontano dagli occhi della gente”. Questo cercava Pino Daniele in Maremma. La Capalbio delle ville dei vip e della mondanità esibita non facevano per lui. Quella tenuta nel cuore della campagna di Magliano, invece, era diversa. Una strada secondaria, poi un lungo viale sterrato tra le colline immerse nel verde al confine con la minuscola località di Barca del Grazi (Orbetello). E tra gli alberi la villa appartenuta al conte Lamacchia.
«Aveva una bellissima casa a Sabaudia – racconta Giancarlo Ciarpi, direttore della Banca della Maremma e amico dell’artista – ma decise di venderla e trasferirsi a Magliano».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10615906:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/01/06/news/il-malore-a-cena-il-118-poi-la-corsa-verso-roma-1.10615906]]Proprio Ciarpi diventerà, con gli anni, uno dei migliori amici maremmani di Pino Daniele. L’artista negli ultimi due cd gli ha dedicato un ringraziamento personale. «E due anni fa per il mio compleanno – racconta Ciarpi – mi regalò una chitarra. Il ricordo più caro».
Pino Daniele e Ciarpi si sono conosciuti verso la fine degli anni Duemila nel ristorante il Cartello di Paolo Fantoni di Ansedonia. Quel locale e quella compagnia saranno uno dei cardini della vita maremmana dell’artista. «È stato lì – racconta Ciarpi – che con Pino e Paolo è venuta l’idea di aprire un locale sulla spiaggia. Pino aveva visto quello di Zucchero in Romagna. Mi disse: “Pensa cosa sarebbe farne uno qui, con questo mare così bello”. Quando il Comune di Orbetello mise all’asta la zona delle colonie, parteciparono e vinsero».
Così è nato il Tuscany Bay, sulla spiaggia della Giannella, uno dei tre tomboli che collegano la terraferma all’Argentario. Stabilimento balneare chic di giorno, enclave musicale di primo livello le sere d’estate. L’inaugurazione, ad aprile 2013, fu un evento.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10611479:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/01/05/news/pino-daniele-un-lutto-per-tutta-la-musica-1.10611479]]L’apertura del locale di Pino Daniele non è stata però una sorpresa per i maremmani. Da anni non era raro incontrarlo nei ristoranti e nelle pizzerie della zona, o a prendere un caffè al bar da Chessa, sulla strada per Scansano. Un “lusso” da normale cittadino che poteva permettersi forse solo in Maremma, senza il tedio dei fan e dei cacciatori di autografi e selfie. Perché i maremmani sono così. Una sorpresa, quella sì, fu tre anni prima, la sera a Natale 2010, quando cantò al Teatro Moderno di Grosseto per i soci della Banca della Maremma, invitato da Ciarpi. Il ghiaccio con i maremmani era rotto. Nel 2012 della Bcc diventò egli stesso socio e l’anno dopo decise di esibirsi per la prima volta per tutto il pubblico sul palco di Festambiente.
Pino Daniele in 10 brani indimenticabili
L’ultimo progetto maremmano è stato il bel documentario “Nero a metà” di Sky Arte, un viaggio a ritroso nel tempo nella carriera di Pino Daniele, che parte proprio dalla sua casa di Magliano e dal giardino e vivaio immerso nel paesaggio maremmano del suo vicino, Luca Agostini della Mates Piante. «L’idea di girare qua è stata di Pino – ricorda Agostini –. Ci eravamo conosciuti un paio di anni prima ed eravamo diventati amici. L’ultima volta l’ho sentito sabato. Mi ha detto che era molto stanco, che al concerto di Capodanno aveva avuto freddo e non si sentiva bene. Aveva già programmato di farsi ricoverare proprio il lunedì. E invece è andata diversamente».
Il malore, la scelta di non andare nel vicino ospedale di Orbetello, la corsa disperata verso Roma. E la morte. I funerali saranno celebrati domani a Roma mentre la sua Napoli si sta mobilitando per ricordarlo. Ma è in Maremma che Pino Daniele, il napoletano verace, l’artista di fama mondiale, riposerà. Qui, dove aveva trovato il suo angolo di paradiso. E dove affacciandosi dalla collina riusciva a vedere il mare.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10615857:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/01/06/news/la-musica-del-mondo-nata-nei-vicoli-1.10615857]] [[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10615850:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/01/06/news/a-viareggio-il-suo-blues-in-onore-delle-vittime-1.10615850]]
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
